AutoriLuigi Stendardo, Angela D'Agostino, Raffaele Spera, Giovangiuseppe Vannelli, Gennaro Vitolo

AteneoUniversità degli Studi di Napoli Federico II

Anno2026

Dissolvere il limen

Tipologia
Edificio pubblico
Ambito
Composizione architettonica
Committenza
ProArch - Call for Project
Programma / Call / Bando CFP Cagliari – Limen. Una porta per l’area archeologica di Tuvixeddu a Cagliari
01. La misura del progetto e il posizionamento degli elementi per dissolvere il limen

1. Tesi / Ipotesi

La forma urbana di Cagliari è profondamente connotata dalla sua geografia. I tessuti della città consolidata si modellano sulla morfologia dei suoli e si interrompono in corrispondenza delle loro asperità, mentre le forme minerali e vegetali emergono tra essi con affioramenti significativi per numero ed estensione.
Una lettura della città per parti restituisce una struttura che oscilla tra due configurazioni: da un lato la città consolidata come figura sullo sfondo della geografia, dall'altro le aree minerali e vegetali come enclave autonome. Entrambe presuppongono parti finite, relativamente autonome, appartenenti a tempi oltre che a spazi differenti e gerarchizzabili secondo modalità d'uso e di fruizione.
In questa prospettiva, le aree in cui il costruito non ha attecchito appaiono come vuoti nella continuità urbana, entro i quali persistono forme minerali, vegetali e archeologiche. Costituiscono un altrove, ma anche un altro tempo: procedono secondo temporalità differenti e tendono a essere separate fisicamente, visivamente e culturalmente, oscillando tra abbandono e tutela, intesa anch'essa come forma di esclusione.
Dissolvere il Limen propone una prospettiva alternativa fondata su due forme complementari di continuità. La prima consiste nel rafforzare la continuità dei layer geografici, minerali, vegetali e archeologici, indebolendo i confini tra le parti della città e verificando la possibilità di costruire continuità fisiche, visive, morfologiche e d'uso capaci di includere tali forme in un continuum urbano. La seconda assume le tracce archeologiche come materiale del progetto contemporaneo, annullando la distanza temporale che le separa dal presente.

02. Attraversamenti e continuità: tre assi per dissolvere il limen
03. Attraversare dalla linea di costa al crinale

2. Descrizione

I telai costruiscono portici che attraversano i fondali minerali collegando parti urbane differenti e trasformando il percorso in dispositivo di conoscenza del paesaggio: il portico d'ordine gigante lungo via Is Maglias; quello che attraversa l'ingresso della necropoli ospitando la galleria-antiquarium e il visible storage fino all'Odeion; il frons scaenae che inquadra il canyon verso lo spazio ipostilo.
Le piastre configurano terrazze, coperture e superfici abitabili a quote differenti, estendendo il suolo costruito senza interrompere quello naturale. Ne fanno parte la grande terrazza sul canyon, le strisce piegate che ospitano laboratori per il restauro e la produzione culturale fino alla torre dei ristoranti e le pensiline che accompagnano i percorsi di visita della necropoli.
I volumi si agganciano ai telai come spazi aperti sulla città e sul paesaggio, accogliendo funzioni permanenti e temporanee. Il museo, elemento principale del sistema, è illuminato da tagli che reinterpretano la geometria delle tombe rupestri e, incassandosi nel versante meridionale, costituisce il basamento della gradonata che conduce alla sommità della collina.
Le torri completano il sistema costruendo una continuità percettiva alla scala territoriale. In relazione con le torri storiche e gli altri landmark, instaurano nuove triangolazioni visive e restituiscono Tuvixeddu a una geografia più ampia, nella quale il sito archeologico cessa di costituire un'enclave e torna a essere parte della città.
Il programma è distribuito nell'intero sistema progettuale, concepito per essere realizzato per parti e tempi autonomi.

04. La misura del progetto e il posizionamento degli elementi per dissolvere il limen
05. La porta museale
06. Dallo spazio ipostilo al frons scaenae
07. La porta come dispositivo di connessione e infrastruttura urbana
08. Terrazze e percorsi sul canyon

3. Metodologia

Il progetto non ridefinisce un nuovo limen tra Tuvixeddu e il contesto urbano, ma ne dissolve programmaticamente i confini. Una struttura di tre infrastrutture lineari attraversa l'area risalendo dalla costa ai crinali e costruisce un sistema continuo di relazioni tra forme geografiche, archeologiche e urbane, gli elementi notevoli del territorio e le nuove architetture.
Queste si organizzano in quattro famiglie, ciascuna interprete di una diversa forma di continuità: i telai lineari danno continuità ai percorsi; le piastre orizzontali al suolo e alle sue giaciture; i volumi agli usi e agli spazi della città; le torri alle relazioni visive e territoriali.

09. I tre sistemi di continuità

4. Riferimenti teorici

Manacorda Daniele, Il sito archeologico tra ricerca e valorizzazione, Roma, Carocci, 2007.
Manieri Elia Mario, Topos e progetto. Temi di archeologia urbana a Roma, Roma, Gangemi, 1998.
Panella Raffaele, Per la continuità, in Capuano Alessandra (a cura di), Paesaggi di rovine, paesaggi rovinati, Macerata, Quodlibet, 2014, pp. 64-71.
Rossi Aldo, Architettura e città: passato e presente, in Bonicalzi Rosaldo (a cura di) Scritti scelti sull’architettura e la città: 1956-1972 / Aldo Rossi (prima ed. Clup 1975), Macerata, Quodlibet, 2012, pp. 439-445.
Rossi Aldo, Cosa fare delle vecchie città?, in Bonicalzi Rosaldo (a cura di) Scritti scelti sull’architettura e la città: 1956-1972 / Aldo Rossi (prima ed. Clup 1975), Macerata, Quodlibet, 2012, pp. 339-343.
Spera Raffaele, Progetto urbano e archeologia diffusa: dalla dicotomia antico-nuovo alla continuità come criterio di progetto, Siracusa, LetteraVentidue, 2025.