AutoriMarco Ferrari

CoautoriIacopo Zampiron

AteneoUniversità Iuav di Venezia

Anno2026

DUE DI DUE. UN PROGETTO PER TUVIXEDDU.

Tipologia
Edificio pubblico
Ambito
Composizione architettonica
Committenza
ProArch - Call for Project
Programma / Call / Bando CFP Cagliari – Limen. Una porta per l’area archeologica di Tuvixeddu a Cagliari
01. Museo archeologico di Tuvixeddu. Ricostruzione in scala 1:1 di alcune tombe a pozzo

1. Tesi / Ipotesi

“Un luogo vale per quello che è, quello che è stato e quello che vuole essere, cose talvolta opposte, ma mai senza una precisa relazione”. Esattamente trent’anni fa, con quest’affermazione con la quale, allora, in molti avrebbero potuto concordare (e basterebbe qui ricordare l’idea di “progetto come modificazione” promossa nelle pagine di Casabella), Alvaro Siza introduceva la presentazione di alcuni sui progetti in un’affollatissima aula dello Iuav di Venezia. Un’affermazione che forse oggi, per tanti luoghi della nostra disorientante contemporaneità, potrà apparire priva di senso, ma che per altri risulta tutt’altro che superata. La nostra proposta si pone allora nel solco di quella tradizione di pensiero e verifica l’ipotesi che anche a Tuvixeddu – o forse proprio a Tuvixeddu, dove il presente mostra preoccupanti residualità, il passato emerge per frammenti contradditori fatti di testimonianze evocative e lacerazioni profonde, mentre il futuro appare tutt’altro che certo – il progetto possa ricomporre il tempo (oltre che lo spazio), ricercando nuove forme di coerenza tra la geografia la storia.

02. Ecologia e città della creatività e della conoscenza: una nuova forma di coerenza tra geografia e storia. Schemi alla scala urbana e progetto d'insieme.

2. Descrizione

Nel caso di Tuvixeddu, prima ancora che le suggestioni del passato, per noi sono state importanti due diverse “visioni di futuro”. La prima avanza l’idea che sia possibile, attraverso la messa a sistema di alcune aree verdi esistenti, costruire una continuità (ad arco) tra la parte orientale e quella occidentale della città. La seconda legge invece, nell’indistinto susseguirsi di edifici a destinazione culturale interni al tessuto urbano (da quelli del centro storico, fino ai poli universitari di viale S. Vincenzo e Is Maglias), una vera e propria “città della creatività e della conoscenza” in nuce.
Tutto ciò ci ha fatto pensare che il programma proposto dalla call potesse sdoppiarsi: non uno quindi, ma due musei/porta. Il primo, che è dedicato al sito di Tuvixeddu e nel grande capannone sopravvisto dell’ex cementificio accoglie anche il Visible Storage, si dispone in corrispondenza dell’accesso alla necropoli punico-fenicia ridefinendolo. Allo stesso tempo, attraverso la sua forma e collocazione esso intende rafforzare le relazioni urbane con via Sant’Avendrace e, più in basso, lo stagno di Santa Gilla. Così, una lunga galleria accompagna la direzionalità del percorso di risalita che poi prosegue, verso est, attraverso il canyon. A questa si affianca un’unica indistinta aula espositiva che accoglie, ambiguamente frammiste ai pilastri che reggono la copertura (ma da questi sottilmente distinte), le ricostruzioni in scala 1:1 di alcune tombe a pozzo. Il secondo museo è quello della Città di Cagliari e si dispone dalla parte opposta del canyon, definendo l’ultimo tassello della “città della creatività e della conoscenza”. Anch’esso compone assieme i tipi della galleria e dell’aula, ma qui quest’ultima è scavata in profondità, nella roccia calcarea del colle. Questo nuovo museo è anche il punto di partenza (o di arrivo) di un sistema di percorrenza più minuto che unisce tra loro una successione di piccoli luoghi e manufatti esistenti (dalla batteria antiaerea a villa Mulas, dall’arco del cavallo a villa Laura). Fulcro di questo sistema è un nuovo belvedere collocato, al termine di una passerella aerea, nel punto più isolato e baricentrico dell’area e collegato, attraverso un profondo pozzo percorribile, al grande canyon sottostante.
Complementarità tra geografia e storia, tra micro e macro (il sistema diffuso dei piccoli manufatti puntuali e quello trasversale dei due nuovi musei e del canyon), tra ciò che sta sopra e ciò che sta sotto, tra luce e ombra, tra galleria e aula, tra tettonica e scavo, tra originale e ricostruito, tra pietra e metallo: tutto ciò rappresenta la cifra più chiara di questo progetto. Una complementarità che possiamo ritrovare anche altrove, ma che qui, tra Tuvixeddu e Tuvumanno, tra il piccolo e il grande colle calcareo (o tra la piccola e grande cavità), ci appare ancora più evidente. Ancora più necessaria.

03. Museo archeologico e Visible Storage. Pianta dell'attacco a terra e sezione trasversale
04. Museo della Città di Cagliari. Pianta dell'attacco a terra e sezione trasversale
05. Museo archeologico di Tuvixeddu. I lucernari
06. Pozzo di collegamento tra il canyon e il nuovo belvedere
07. Pozzo di collegamento, belvedere e passerella pedonale
08. Museo della Città di Cagliari lungo via Is Maglias. La sala espositiva

3. Metodologia

In questo quadro, le diverse letture del contesto, siano esse documentali o empiriche, analitiche o sintetiche, assieme allo studio delle progettualità in essere, formano un insieme indistinto di materiali che inizialmente “coprono”, con la loro ricchezza e complessità, i dati più oggettivi (in primis quelli relativi al programma). Da qui il progetto si struttura come un articolato percorso fatto d’intuizione (che non si dà però senza conoscenza) e di verifica rigorosa, di necessità (intesa come bisogno logico) e arbitrarietà (intesa come contingenza della forma), per il quale sono fondamentali tutti gli strumenti di lavoro: gli schizzi più veloci e quelli più strutturati, il disegno scientifico e i modelli. Tale percorso può avere molti inizi, ma ha come prima e più solida ricaduta la definizione di un principio insediativo, rispetto al quale si precisano, ma solo dopo e in modi quasi mai strettamente deterministici, ulteriori livelli di riflessione (sul tipo, sugli aspetti costruttivi, materici, funzionali, simbolici…).

09. Museo archeologico di Tuvixeddu e Visible Storage. Prime ipotesi dell'assetto volumetrico

4. Riferimenti teorici

Vedi sezione Tesi/Ipotesi