AutoriAntonella Falzetti, Giulio Minuto, Angela Fiorelli

CoautoriIoannis Fragos, Francesca Antonelli, Chiara Mancini, Maria Carolina Cordiner

AteneoUniversità degli Studi di Roma Tor Vergata

Anno2026

Gènna

Tipologia
Edificio pubblico
Ambito
Composizione architettonica
Committenza
ProArch - Call for Project
Programma / Call / Bando CFP Cagliari – Limen. Una porta per l’area archeologica di Tuvixeddu a Cagliari
01. L'edificio proteso e il percorso verso il canyon

1. Tesi / Ipotesi

L'ipotesi che il progetto intende verificare è che la forma architettonica possa costituirsi come raccordo fra ordini eterogenei (morfologie naturali, tracce antropiche, permanenze storiche e forme d'uso) senza attingere a modelli tipologici assunti né ricercare una semplice continuità formale con il contesto. Il luogo offre un campo di segni e relazioni da interpretare quali posizione, misura, direzione, quota e proporzione, che concorrono a definire un'ossatura formale capace di orientare la composizione. Tale struttura viene progressivamente precisata attraverso il confronto con il programma, che agisce come verifica e specificazione dell'ipotesi iniziale. Le singole configurazioni spaziali possono così acquisire autonomia in rapporto agli usi, pur restando sottoposte a un ordine complessivo. Il progetto assume pertanto un carattere configurazionale: mette in relazione le forme del luogo e quelle dell'abitare entro una figura unitaria, nella quale differenze e discontinuità sono ricondotte a sistema

02. Diagrammi di costruzione della forma e delle relazioni

2. Descrizione

Il progetto traduce l'ipotesi in una sequenza di corpi che, oltrepassando il dislivello, pone in comunicazione via Sant'Avendrace con il paesaggio di Tuvixeddu. Un primo volume sulla strada costruisce il fronte urbano soglia; da qui un collegamento conduce all'ex capannone, varco effettivo al microcosmo di archeologia e paesaggio. Al suo interno l'ascesa si svolge fra reperti conservati ed esposti, trasformando il deposito in esperienza spaziale, fino ad approdare alla piazza. La composizione opera secondo due ordini simultanei: uno sequenziale, che dalla strada al canyon dispone una sequenza di oggetti architettonici che traducono il movimento in esperienza del luogo; uno relazionale, nel quale la piazza, datum planare e recinto aperto, raccoglie volumi diversi in una figura comune. Il corpo-spina, che accoglie le funzioni pubbliche, prolunga l'ascesa e culmina in un cannocchiale rivolto al canyon. La piastra bassa dei laboratori si dispone invece come elemento autonomo e contrappunto orizzontale: dislocata rispetto alla concatenazione lineare, è ricondotta al sistema dal vuoto comune. Differenze di giacitura, altezza e proporzione costruiscono la gerarchia interna dell'insieme.

03. Sezione del sistema di attraversamento tra città e paesaggio
04. Configurazione della piazza e dei corpi di progetto
05. La piazza come spazio di relazione tra architettura e paesaggio

3. Metodologia

L'approccio metodologico, assunto come strumento della ricerca progettuale, ha condotto al risultato attraverso un processo di aderenza alle forme trovate, naturali e antropiche, riconoscendo in esse una relazione di reciproca appartenenza tra la natura modellata e scavata dall'uomo e l'architettura degli spazi della trasformazione e del lavoro.
Il principio ordinatore del progetto si fonda sulla lettura morfologica e stratigrafica del sito, assumendo la preesistenza, il suolo scavato e il dislivello come matrici generative in un processo di mediazione di criteri compositivi fondati sulla continuità, sull'orientamento e sulla costruzione dello spazio pubblico. Il progetto assume relazione e sequenza come dispositivi metodologici: la relazione struttura il sistema delle appartenenze tra architettura e paesaggio, mentre la sequenza organizza la progressiva costruzione dello spazio pubblico e dell'esperienza del luogo. Il posizionamento metodologico sviluppato si inscrive in un filone di esperienze che operano nella direzione di esplorare il rapporto tra architettura e archeologia integrando gli usi e le sensibilità contemporanee.

06. Sistema di connessioni nel paesaggio di Tuvixeddu

4. Riferimenti teorici

I riferimenti convergono sul progetto come strumento di conoscenza. Nel saggio Il progetto come dispositivo, Luigi Ramazzotti ne definisce il carattere euristico: una precomprensione intuitiva e analogica acquista valore attraverso la verifica. Con Il progetto come procedimento trasmissibile, Antonella Falzetti orienta la costruzione iterativa e ripercorribile del processo, esponendo l'intuizione alla controprova interna ed esterna. Costantino Dardi offre l'orizzonte operativo per trasformare i segni territoriali in strutture configurazionali, connettendo rappresentazione, composizione e modificazione. I principi ordinatori di Francis D.K. Ching, datum, asse e gerarchia, chiariscono infine il ruolo della piazza e dell'ascesa quali dispositivi capaci di conferire unità a elementi differenti senza neutralizzarne l'autonomia.