AutoriIoanni Delsante, Gaia Terlicher
CoautoriMARTYNA GIERSZEWSKA
AteneoUniversità degli Studi di Pavia
Anno2025
La biblioteca dei libri dimenticati
- Tipologia
- Edificio pubblico
- Ambito
- Composizione architettonica
- Committenza
- ProArch - Call for Project
1. Tesi / Ipotesi
La biblioteca dei libri dimenticati
Timeline storica
2025
Nonostante l’emergere delle tecnologie digitali, le persone continuano a usare i libri: ci sono ancora molti lettori appassionati.
Mentre si profila l’emergenza climatica, l’umanità affronta una crisi permanente, tra guerre, carestie e violenze diffuse in diversi Paesi.
Nel frattempo, la tecnologia si sviluppa rapidamente… ogni anno o quasi compaiono nuove tecnologie, strumenti e poteri.
2030
La tecnologia si sviluppa in maniera incredibilmente rapida, i giovani non riescono a orientarsi nel mondo senza un telefono o altri nuovi dispositivi indossabili.
In questa fase i libri diventano sempre meno popolari: le persone ascoltano soprattutto audiolibri e podcast, integrando modalità in realtà virtuale e strumenti di intelligenza artificiale. Emergono nuove tendenze, così le librerie muoiono, le biblioteche sono poco frequentate e diventano economicamente insostenibili.
Singole organizzazioni cercano di attirare l’attenzione sul cambiamento climatico in corso, ma vengono di fatto soffocate dalle grandi corporation e dal caos politico persistente.
2040
Ognuno porta con sé almeno tre dispositivi al giorno per orientarsi nel mondo moderno (es. telefono, orologio, occhiali con IA).
La maggior parte dei lavori è ormai da remoto, le persone si incontrano prevalentemente online; solo le generazioni più anziane scelgono di incontrarsi nella realtà, considerata inutile dai giovani.
Nelle scuole, l’apprendimento dell’alfabeto è sostituito dall’apprendimento di software specializzati basati su simboli e numeri; all’università, la capacità di leggere e scrivere non è più obbligatoria.
La gente smette di credere al riscaldamento globale e al cambiamento climatico; grazie all’uso di vari tipi di sostanze chimiche, gli effetti del riscaldamento globale non sono più percepibili dall’uomo comune; coloro che si ribellano a questi trattamenti speciali per inibire gli effetti muoiono.
2045
Scoppia una guerra nucleare, dalla quale sopravvive solo una piccola parte dell’umanità: soprattutto coloro che in quel momento avevano accesso a rifugi.
2050
La popolazione mondiale è ora inferiore ai due miliardi e la maggior parte delle economie e delle società collassa. Gli Stati nazionali scompaiono, sostituiti da strutture locali più deboli e auto-organizzate. A causa della recente guerra nucleare, l’inquinamento atmosferico e le radiazioni sulla superficie terrestre sono così forti che le persone continuano a vivere sottoterra e nei rifugi per i decenni successivi.
Il mondo reale passa in secondo piano; le interazioni sociali sono sostituite perlopiù da quelle virtuali.
A questo punto, solo alcune persone sopra i 40 anni sanno leggere e sanno che cos’è un libro. Solo pochi sono interessati al patrimonio letterario; perlopiù si tratta di emarginati, considerati folli o persino malati.
Tutte le collezioni letterarie delle istituzioni educative sono state digitalizzate: tuttavia la maggior parte è andata perduta, danneggiata o è inaccessibile. Con il crollo dei sistemi scolastici, gli studenti leggono e studiano ciò che riescono a trovare, soprattutto a casa o all’interno delle comunità locali, avendo accesso solo a una piccola parte dei materiali digitali ancora disponibili su hard disk o nella porzione di internet funzionante.
2. Descrizione
La vera storia della Biblioteca
L’Università di Genova progetta nel 2025 una biblioteca da costruire sulla diga del porto, che avrebbe dovuto ospitare l’intera collezione libraria dell’università e della città. Era stata concepita, per l’epoca, come una delle biblioteche più innovative al mondo.
Anno dopo anno, a causa delle tecnologie digitali emergenti e del calo di interesse per i libri nella società, il progetto viene rimandato e infine cancellato.
Tuttavia, con l’acuirsi della minaccia nucleare, il progetto viene ripreso, adattato e infine realizzato come rifugio nucleare – soprattutto nella sua parte sotterranea – poco prima dell’inizio della guerra nucleare nel 2045.
Durante la guerra nucleare, l’edificio sfugge miracolosamente alla distruzione, anche se alcune delle strutture superiori crollano. Diventa uno spazio-rifugio che ospita migliaia di persone: la maggior parte di coloro che riescono a sopravvivere al disastro.
Solo nel 2080 il Nuovo Consiglio della Comunità Locale, in collaborazione con migliaia di altri governi simili, annuncia l’assenza di concentrazioni significative di inquinamento e radiazioni nell’atmosfera. Le persone tornano lentamente a vivere nelle città.
Da allora, gli unici a prendersi cura del vecchio rifugio nucleare sono un gruppo di cinque persone tra i 70 e gli 80 anni, amanti dei libri da tutta la vita e membri di un club del libro a Genova fin dal 2025. Sono gli unici sopravvissuti di quell’associazione. Il luogo viene chiamato “La biblioteca dei libri dimenticati”, e qui i libri ritrovati in città vengono lentamente raccolti, catalogati, messi a disposizione nelle sale e negli archivi. Essi diventano i guardiani dei libri.
Sono gli unici che ogni giorno raggiungono la biblioteca attraverso un vecchio tunnel sottomarino per preservare i libri e continuare a leggerli.
Il progetto
L’impianto progettuale ha uno sviluppo lineare che occupa, anche se in modo discontinuo, quasi tutto il tracciato della diga. Mentre il progetto si sviluppa principalmente a livello ipogeo, basa il suo impianto geometrico su due segni ben distinguibili nella sezione tipo: la banchina verso la città (larga dieci metri nel punto più largo) e l’attuale muro di contenimento (alto 7 metri e largo ca 4).
Il progetto nasce quindi in sezione, che è generatrice.
La banchina diviene quindi approdo, spazio pubblico o edificio lineare che ospita servizi vari.
Il sedime del muro di contenimento diviene sede dei collegamenti verticali verso il sottosuolo, o cavedio per portare la luce.
Il sottosuolo ospita ambienti di diverse dimensioni, su più livelli. Principalmente archivi, ma anche sale lettura e servizi accessori. La grande sala comune, dedicata durante la guerra nucleare alle attività comunitarie e alle funzioni collettive, diviene ora la sala principale della nuova biblioteca dei libri dimenticati. Un'ampia gradonata definisce il livello inferiore, mentre due balconate danno accesso alla collezione di libri a scaffale aperto, sotto ad un grande lucernario che consente alla luce naturale di entrare.
Le poche strutture in elevazione, sopravvissute alla distruzione, divengono invece stanza di lettura e meditazione, a futura memoria di quello che è successo.
3. Metodologia
Il progetto della diga foranea di Genova impone di ‘andare oltre’, sia fisicamente che concettualmente. Oltre alla città, oltre al porto, oltre alla dimensione figurativa alla quale siamo abituati. In primo luogo il breve viaggio su uno dei traghetti di linea rivela, in fianco alla città di Genova, un luogo nuovo ed inaspettato: il porto di Genova, fatto di ampie superfici, suoli consumati, navi e strutture portuali di ogni sorta, dal sapore consunto e ancora industriale. Un paesaggio altro, ma ancora complementare a quello della città. La diga rappresenta un segno ulteriore, ed ulteriormente staccato, che divide il mare in due, proteggendo l’interno dalla forza degli elementi e del mare aperto. Progettare su questo margine, diverso da tutti quelli incontrati fino ad oggi, impone quindi di ‘andare oltre’: da un punto di vista cognitivo, concettuale, figurativo e, dunque, anche progettuale.
È per questo che il progetto della “Libreria dei libri dimenticati” si fonda, oltre che su riferimenti letterari, su di un processo progettuale peculiari che ha sviluppato il progetto a partire da un impianto narrativo, o per meglio dire uno ‘scenario’ (in senso teatrale) di fantasia, collocato nel 2080.
Quanto immaginato qualche mese fa viene considerato uno scenario distopico, ma talvolta ‘la realtà supera l’immaginazione’ e purtroppo - viene da dire - appare oggi con un grado di realismo maggiore di allora. Nella speranza che invece questo progetto - e la sua narrativa distopica - non prenda mai forma, lo offriamo come elemento di riflessione comune.
4. Riferimenti teorici
Auger, J. (2013). Speculative design: Crafting the speculation. Digital Creativity, 24(1), 11–35. https://doi.org/10.1080/14626268.2013.767276
Banham, R. (1976). Megastructure: Urban futures of the recent past. Thames and Hudson.
Borges, J. L. (1944). La biblioteca di Babele. In Ficciones. Editorial Sur.
Delsante, I. (2010). Ipogei contemporanei: Interpretare la storia per declinare nuovi modi compositivi. In A. Bugatti, Progettare il sottosuolo nella città densa e nel paesaggio (I. Delsante, Ed., pp. 82–93). Maggioli Editore.
Delsante, I. (2011). La ricerca PRIN “Progettare il sottosuolo”: Esiti compositivi e riscontri applicativi. In Rete Vitruvio: Atti, Vol. 2 – La ricerca. [Atti del convegno, Bari].
Dunne, A., & Raby, F. (2013). Speculative everything: Design, fiction, and social dreaming. MIT Press.
Eco, U. (1981). De bibliotheca. Biblioteca Comunale di Milano.
Ernst, W. (2013). Digital memory and the archive (J. Parikka, Ed.). University of Minnesota Press.
Jameson, F. (2005). Archae