AutoriFrancesco Lucchi
AteneoAlma Mater Studiorum - Università di Bologna
Anno2026
La Porta dell’Invisibile
- Tipologia
- Edificio pubblico
- Ambito
- Composizione architettonica
- Committenza
- ProArch - Call for Project
1. Descrizione
Il progetto interpreta il tema della nuova porta di accesso per l’area archeologica e per il Parco del Colle di Tuvixeddu come una scala monumentale che si presenta verso la città come una torre.
La nuova “Porta” del parco è posta sul Viale Sant’Avendrace a fianco della Grotta della Vipera. È in definitiva una torre che ospita una scala monumentale, una scala “abitata” che oltre a consentire la risalita sopra il colle è anche un grande belvedere, un luogo per sostare, per incontrarsi, ma potrebbe diventare, uno spazio espositivo pensato per le sculture dove proporre l’arte del nostro tempo.
La torre-scala è leggermente arretrata rispetto all’allineamento degli edifici posti sul Viale Sant’Avendrace, l’accesso è laterale e si apre sullo slargo esistente che viene ampliato e definito formalmente.
Il progetto della Scala-Torre riprende l’idea dei grandi progetti che Jože Plečnik propose per l’ascesa al colle del Castello di Lubiana.
Arrivati sul colle il percorso riparte in salita delimitato su un lato da un muro, che incontra sul suo tragitto dei punti di stazione. Il tracciato, la promenade che conduce all’area della necropoli fenicio-punica e agli altri percorsi che attraversano il parco, si chiude su una scalinata che conduce alla nuova torre belvedere da cui osservare dall’alto la necropoli (con le sue tombe a pozzo) e più in generale il paesaggio urbano e il mare.
Il muro che definisce questa salita delimita l’area dell’ex cementificio che il progetto propone di recuperare. Ai due volumi esistenti, che saranno recuperati si aggiungerà un nuovo volume analogo al minore degli edifici esistenti. Un esile portico collegherà tutti i blocchi definendo al contempo ampi spazi aperti: cortili e giardini. L’area si configura come una sorta di Locus Solus, un parco-giardino con padiglioni disponibili a essere utilizzati per le più svariate attività culturali, un luogo per il “tempo libero” ma provvisto di ampi spazi espositivi, esterni e interni, dotati di una certa flessibilità funzionale ma non agnostici.
Il nuovo complesso integra al suo interno anche gli edifici di ingresso esistenti.
Nel nuovo spazio pubblico dell’ex cementificio confluirà direttamente, attraverso un sottopasso esistente, anche il sentiero che, partendo da via Is Maglias, attraversa il canyon.
Sul muro che delimita il percorso ascensionale si aprono tre ingressi, alle diverse quote, che immettono nel nuovo spazio pubblico, due portali e una esedra che, nell’accogliere un sentiero esistente del parco archeologico, definisce l’ingresso principale all’area ex cementificio
Il progetto inoltre individua altri temi da sviluppare per la riorganizzazione dell’intero parco del Colle di Tuvixeddu
- il recupero di Villa Laura e il potenziamento di un accesso esistente al colle posto nelle immediate vicinanze della villa.
- il recupero e l’ampliamento di Villa Mulas
- il progetto di una porta di accesso all’imbocco del Canyon sulla via Is Maglias
- la sistemazione del percorso nel canyon e dei percorsi in generale e la riorganizzazione degli spazi a verde.
Rispetto alle proposte di utilizzo avanzate, la porta, la recuperata area industriale e in generale tutti i luoghi recuperati, sono disponibili agli utilizzi richiesti dal programma:
- La Porta come “Architettura Museale”
- La Porta come “Laboratorio della Produzione e Formazione”
- La Porta come “Dispositivo di Connessione e Infrastruttura urbana”
La scala, il tracciato in salita e la torre belvedere determinano il percorso ascensionale che sviluppa il tema compositivo del progetto evidenziandone l’aspetto narrativo e di fabulazione. Attraverso la sezione del colle che si radica nella terra si disvela il progetto