AutoriFabrizio Foti
AteneoUniversità degli Studi di Catania
Anno2023
Legno e basalto
- Tipologia
- Edificio pubblico
- Ambito
- Composizione architettonica
- Committenza
- ProArch - Call for Project
1. Tesi / Ipotesi
2. Descrizione
Stato di fatto. Il progetto della M d’O oggi
- Intenzioni
L’enorme isolato della Mostra d’Oltremare venne concepito nelle intenzioni progettuali iniziali come un’area pubblica attraversabile in tutte le direzioni e non come un recinto chiuso alla città.
- Scelte
La Mostra viene realizzata sbancando il naturale dislivello che caratterizza questa parte di città in direzione nord-sud al fine di estendere la quota a valle del Viale John Fitzgerald Kennedy verso nord attestandosi alla via Terracina.
- Conseguenze
Questa scelta produce una soluzione di discontinuità longitudinale tra la Mostra e la via Terracina che viene pertanto esclusa dalle relazioni che inizialmente si intendeva instaurare tra nord e sud relegandola a un ruolo di marginalità.
Progetto
- Percezioni oggi
La quantità e la dimensione delle architetture che costituiscono la Mostra d’Oltremare lascerebbe intendere che si tratti di un’area “carica”, fortemente densa di edifici; tuttavia, standovi dentro la percezione che se ne trae è quella di un’area alquanto “scarica” in cui gli edifici sono elementi che obbediscono alla costruzione complessiva di un grande parco urbano.
- Operazione preliminare
Questo carattere dell’area in aggiunta alla cesura a nord, a differenza degli altri fronti che permettono l’accesso, suggerisce una prima apparentemente banale operazione: la rimozione dei cancelli e la possibilità di accedere dalla via Terracina, instaurando per la prima volta un legame con la città minuta compressa tra l’asse e il cratere di Agnano.
- Carattere
Il fatto che l’accesso sia aperto al pubblico non è sufficiente a farne uno spazio pubblico. Il progetto si prende in carico di “completare” il progetto incompiuto della Mostra d’Oltremare che intendeva stabilire una relazione a nord costruendo un fronte urbano tra la via Terracina e la città.
- Posizione
Un elemento continuo longitudinale sagoma e definisce questo interstizio ottenendo dal ricongiungimento dei lotti residuali attestati su strada un unico spazio in grado di accogliere la città.
- Geometria (uguale/diverso)
La rigorosa geometria e l’evidente serialità contribuiscono a conferire un carattere pubblico allo spazio senza con ciò pregiudicarne la propria adattabilità al contesto. Al contrario è proprio una costruzione definita da un principio insediativo chiaro che permette di accogliere al proprio interno ogni accidente frutto di precedenti insediamenti. Questa lunga stanza pubblica, infatti, non apparirà mai uguale a se stessa grazie alle preesistenze ricadenti sul suo sedime in corrispondenza delle quali il ritmo sarà come “risentire” di questi frammenti venendosi così a generare le necessarie eccezioni che articolano lo spazio.
- Materia (leggero/pesante)
Il progetto si articola attraverso due “pesi” differenti corrispondenti a due materie diverse. La prima azione sta nella definizione di un nuovo suolo costituito da un plateau di basalto duro e massivo. Blocchi di varia pezzatura disposti a correre compongono in orizzontale la pavimentazione e in verticale, lungo il crescente scarto che si genera tra il piano orizzontale e la strada inclinata, il fronte urbano della via Terracina. La seconda azione consiste nella elevazione di una enorme ed eterea pergola di legno. Una ripetuta successione di portali costituiti da sottili elementi che, all’incontro con gli “accidenti”, si estende e arricchisce di fasce trasversali che connettono i portali generando due “stanze archeologiche”, manifestazione volumetrica dell’impronta a terra del frammento che così riacquista una visibilità nello scenario urbano.
- Relazioni (piccolo/grande)
«quando si fa una cosa piccola piccola se quella cosa piccola è investita del sistema di relazioni che è lo stesso delle cose più grandi, le due cose sono completamente equivalenti» (F. Venezia in Casabella 800, pag. 50). Alla base del progetto si pone un principio che potrebbe essere chiamato come economia di idee. Si propone la trasformazione di questo pezzo di città non attraverso una serie di interventi diffusi ma di un solo “frammento” definito. La scommessa che il progetto si propone è quella di riuscire a stabilire relazioni tra porzioni enormi di città attraverso l’inserimento di un elemento dalla misura “minuta” (non da intendere in assoluto ma rispetto agli elementi in causa: il sistema dei Campi Flegrei, il Quartiere di Fuorigrotta e la Mostra d’Oltremare).
- Sub Lege Libertas (concluso/aperto)
La definizione geometrica del progetto non comporta una sua rigidità formale; la proposta mira a dare una forma costruita precisa a un principio insediativo in grado di accogliere trasformazioni e bisogni futuri. Le funzioni e gli usi suggeriti dalla Call per ogni ambito non vengono volutamente precisati proprio perché queste potranno costituirsi semplicemente attraverso la chiusura del numero di portali necessari in base alla richiesta, contribuendo così non a inficiare la riuscita del progetto ma al contrario ad articolarlo sempre di più nel tempo.
Vale la pena soffermarsi brevemente sulle “variazioni al tema” che il progetto presenta allorquando incontra le diverse preesistenze.
- Terme Romane
Il frammento archeologico viene interamente coperto dalla pergola che si protende portandosi fino alla via Terracina toccando qui il punto di massima estensione tanto verso nord sulla via Terracina quanto verso sud sulla Mostra d’Oltremare, come a voler tenere insieme i due fronti. Non soltanto la parte “leggera” del progetto avvolge le Terme ma anche quella “massiva”: il piano di basalto si fa passerella permettendo di camminare sopra la quota antica.
- Resti dell’acquedotto del Serino
Attorno all’area dell’acquedotto uno scarto nella geometria del confine attuale comporta l’intersezione delle falde della pergola generando in questo unico caso una copertura a cinque falde. In corrispondenza di questa eccezionalità si propone la realizzazione del nuovo ingresso alla Mostra in asse col sistema di fontane esistente. Il percorso si allarga attorno allo scavo contenente i resti archeologici permettendone una molteplicità di punti di vista.
- Mausoleo funerario romano
Nei pressi del Mausoleo l’elemento si mantiene grossomodo inalterato nella sua linearità rendendo percepibile la differente giacitura archeologica rispetto a quella della città moderna. L’area verde popolata da grandi alberature attorno ai frammenti archeologici diventa uno sfondo da poter osservare lungo il percorso e al contempo un paesaggio “che guarda” alla città di sopra, facendo sì che il mondo di sotto faccia da quinta al mondo di sopra. Il punto in cui il percorso si approssima al Mausoleo è quello in cui eccezionalmente il piano di basalto viene per la prima volta scavato al fine di creare due nuovi sistemi di accesso, una scala veloce e una rampa lenta di accesso al Mausoleo.
- Testa est
Il piano di basalto in corrispondenza della Masseria San Giuseppe si abbassa leggermente di quota, avvolge la cisterna e cambia la propria orditura obbedendo a quella dettata dall’edificio rurale. La Masseria è la “testa” del progetto in primo luogo per posizione, trovandosi in corrispondenza del limite est, e in secondo luogo per misura, poiché le falde della pergola sono ricavate da quelle della Masseria. In assenza di eccezioni, la dimensione ordinaria delle falde della pergola ha la stessa misura di quelle della masseria, preesistenza primigenia da cui tutto prende forma: la pergola come svuotamento etereo della masseria / la masseria come corrugazione solida della pergola.
- Testa ovest
L’ingresso attuale alla mostra da ovest viene liberato da muri e cancelli al fine di permettere un più ampio e comodo accesso caratterizzato da una maggiore prevalenza di verde, trovandosi qui nella parte maggiormente “naturale” della Mostra. Su un piano verde lastroni di pietra a gravità sono incassati nella terra permettendo il mantenimento della vegetazione esistente segnando, con una linearità meno serrata, la continuità della linea dell’impronta della pergola.