AutoriLuciana Macaluso, Andrea Sciascia, Kmar Gmati, Andrea Mammano, Martina Montecucco, Stefano Monteleone

AteneoUniversità degli Studi di Palermo

Anno2026

Orizzonti cavi

Tipologia
Edificio pubblico
Committenza
ProArch - Call for Project

1. Tesi / Ipotesi

Il percorso progettuale ha avuto nei sopralluoghi (febbraio e maggio 2026) i momenti di riflessione e verifica della proposta. Progressivamente, gli elementi monadici degli schizzi iniziali sono stati trasformati in un sistema urbano continuo. L'ipotesi è rendere il parco archeologico parte dei percorsi cittadini, elemento di transizione fra la costa e i colli.

02. Definizione del museo ad alta densità/archivio

2. Descrizione

Le architetture, scaturite dalle richieste della call, manifestano la presenza del sito archeologico sulla via Is Maglias, definendo un basamento artificiale per la collina che emerge nel suo insieme – al di sopra delle geometrie dei volumi architettonici – come la fronda di un albero. L’eterogeneità, formata dalle tracce della necropoli di Tuvixeddu, dai segni della produzione industriale e dai volumi incongrui dell’edilizia recente, è stata tradotta in un sistema architettonico che ha trasformato le casualità sopra descritte in scelte consapevoli, capaci di attribuire un nuovo significato all’esistente. Il “canyon” diventa nel progetto la porta di accesso al parco archeologico. Sempre lungo la via Is Maglias, a nord, un corpo a pianta circolare completa la sequenza accogliendo al suo interno gli atelier che sono posizionati anche nel parco punteggiandolo di attività. Il progetto prevede nuove alberature e fra queste assume un rilevante valore urbano il doppio filare che caratterizza la via Is Maglias.

Dalla parte opposta, sul viale Sant’Avendrace - in prossimità della grotta della Vipera - un edificio industriale con la copertura a botte è riutilizzato quale nuovo ingresso al parco permeando il compatto fronte edilizio e stabilendo una naturale connessione tra il sito archeologico e la costa di Cagliari. In modo conseguente a quest’ultima scelta, si distende un sistema di linee continue che dal mare, attraversando la collina di Tuvixeddu, si propagano oltre la via Is Maglias. Tale azione, che nega qualsiasi soluzione di continuità, trova ulteriore conferma nell’articolazione di un suolo artificiale che si compone con le increspature caratteristiche del sito. Il disegno delle tombe genera un pattern che si propaga sulla superficie pedonale costituendo uno speciale sistema di riferimento.

Il programma funzionale è accolto senza che le esigenze richieste compromettano il valore urbano del sistema proposto. Le parti basamentali, chiuse e configurate come un podio, ospitano gli archivi e gli spazi museali con minore afflusso di pubblico; i volumi protesi verso la città, più aperti e permeabili, accolgono, invece, le funzioni collettive, quali la hall di ingresso ai musei, gli spazi per la ristorazione e la caffetteria.

03. Pianta piano terra
04. Vista del varco al canyon, del museo ad alta densità e dell'atelier del restauro
05. Vista del digital hub e dell'auditorium

3. Metodologia

Principali passaggi teorici e operativi che hanno condotto alla soluzione progettuale:
1 - ipotesi di una città che includesse il parco archeologico nei percorsi urbani pedonali (schizzi); il sistema capillare di percorsi è messo a confronto e trae origine dallo stato di fatto.
2 - sopralluogo febbraio 2026 (verifica del ragionamento)
3 - modifica dell'ipotesi e affinamento del progetto (architetture inizialmente sparse diventano un bordo urbano unitario della collina di Tuvixeddu)
4 - sopralluogo maggio 2026 (verifica del ragionamento: si riduce la dimensione delle pensiline sono disegnate come elementi leggeri)
5 - affinamento delle domande di progetto (Come stabilire la continuità pedonale? Come attrezzare il parco? Come conferire carattere urbano alla via Is Maglias?)
6 - Definizione della soluzione progettuale e individuazione di principi architettonici chiave.

06. Planimetria

4. Riferimenti teorici

- La continuità stabilita fra parco e città è governata attraverso la modifica di tratti delle pareti rocciose. Il riferimento è a quelle opere che, custodendo grotte o scogli, esprimono la dialettica tra natura e artificio: come il santuario di Santa Rosalia a Palermo o il belvedere progettato da Luis Peña Ganchegui a San Sebastian che accoglie il Peine del viento. Architetture che affiorano dalla terra senza mimesi come la casa Malaparte a Capri.
- Tra le azioni compositive si riconoscono lo slittamento e/o la rotazione di alcuni corpi rispetto alle architetture ad asse longitudinale che seguono l’andamento della via Is Maglias. Tali “deviazioni” scaturiscono dagli allineamenti con gli edifici del fronte urbano opposto e, in astratto, possono richiamare le architetture di Louis Kahn e soprattutto la composizione delle terme romane.
- Il disegno della pavimentazione richiama la Composition No. 10 (Pier and Ocean) (1915) di Piet Mondrian facendo riecheggiare la presenza della collina di Tuvixeddu nel tessuto urbano circostante. I percorsi e le relazioni si diramano oltre il perimetro dei nuovi edifici, evocando i segni continui che animano i quadri di Gustav Klimt, Water Serpents I e Danaë, dove lunghe chiome si distendono sulla superficie.

07. Piet Mondrian, Composition No. 10 (Pier and Ocean), olio su tela, 85 cm × 108 cm, 1915, Kröller-Müller Museum, Otterlo
08. Gustav Klimt, Danae, olio su tela, 77x83 cm, 1907-1908, Galerie Würthle di Vienna.