AutoriMichele Ugolini, Stefania Varvaro, Andrea Renucci, Marta Fraconti
CoautoriAlessandro Ienna, Yungyi Sun
AteneoPolitecnico di Milano
Anno2026
PALINSESTO OROGRAFICO: scavare riportare stratificare
- Tipologia
- Edificio pubblico
- Ambito
- Composizione architettonica
- Committenza
- ProArch - Call for Project
1. Tesi / Ipotesi
Progettare Tuvixeddu e Tuvumannu significa interpretarne la complessa e stratificata orografia, palinsesto di profonde modificazioni, antiche e più recenti, (necropoli e cava). Un incessante lavoro di scavo del suolo per ricavarne roccia calcarea, realizzato in modi, forme e tempi diversi, ha trasformato l’area conformando un’articolata topografia caratterizzata da svariati livelli, gallerie, pozzi, gole, ripidi pendii, bassa vegetazione spontanea, manufatti in abbandono.
2. Descrizione
PORTE, LANDMARK E FUNZIONI
Porta S. Avendrace, Museo geominerario - Porta Tuvixeddu, Parco archeologico:
il progetto individua, oltre che da villa Laura, una nuova Porta di accesso privilegiato da via Sant’Avendrace verso l’ex capannone Italcementi trasformato, con la sua area, le vecchie attrezzature e gallerie in museo geominerario. Punto di partenza è il lotto non edificato da cui è direttamente visibile la volta del capannone. Il lotto diviene una nuova piazza aperta sulla via da cui una sequenza di rampe e scale permette di risalire a una quota intermedia dove la riapertura di una grotta chiusa e lo scavo di nuova galleria consentono di risalire alla quota del capannone-museo e, poi, sino alla quota di Porta Tuvixeddu connotata dalla torre belvedere.
Porta Is Maglias e Porta Tuvumannu, Museo deposito nell’ex tunnel stradale:
l’infrastruttura scatolare da relitto abbandonato diviene percorso in quota e museo deposito, al suo interno incassato nel suolo viene raccolta la grande quantità di reperti archeologici della città. Altre funzioni sono collocate in tre volumi adiacenti inseriti nel verde a una quota ribassata: atelier del restauro, sale studio e conferenza, archivio storico e digitale. Verso via Is Maglias un nuovo padiglione con bar e spazi civici si apre sulla piazza ribassata che, passando sotto i nuovi ponti, si collega alla piazza a quota urbana mediante la torre belvedere che fa da porta di accesso al parco urbano e al canyon. Sul lato opposto del tunnel si innesta Porta Tuvumannu.
Tre Torri belvedere: Tuvixeddu, del Colle, Is Maglias: ispirate alle torri medievali della città evidenziano la scala monumentale del sito. Periscopi urbani aperti verso l’orizzonte del mare che, attraverso slittamenti e variazioni di forma, interpretano i singoli luoghi: la torre Tuvixeddu è passante per valorizzare l’ingresso alla zona archeologica; la torre Is Maglias si eleva a traguardare il canyon e il nuovo ponte reticolare che l’attraversa in alto; la terza torre s’innesta sul Colle di Tuvixeddu per ergersi a landmark urbano e scavare a pozzo la profondità del suolo sino a connettersi al tunnel che porta al canyon. Il progetto trova nelle torri l’elemento architettonico più rilevante, ma la sua impostazione è tale da reggere il proprio ruolo urbano e di valorizzazione del luogo indipendentemente dalla loro presenza.
3. Metodologia
IL PROGETTO: TEMI E AZIONI
Connettere con la città: attraverso alcuni percorsi esistenti e brevi tratti da realizzare, si collega l’area con i principali luoghi d’interesse storico, archeologico, naturalistico e con vari servizi pubblici, oltre che alla Laguna di Santa Gilla e al parco di Monte Claro.
Integrare l’interno dell’area con le parti urbane circostanti: attraverso una molteplicità di ingressi si ridefinisce l’accessibilità all’area e alla sua articolata maglia di percorsi di attraversamento, luoghi di sosta, piazze e nuove funzioni.
Definire le geometrie del suolo: il progetto rilegge e ridefinisce la complessa orografia del luogo: scava, riporta, stratifica il suolo rendendone riconoscibili le forme attraverso una interpretazione per livelli (inserendo anche nuovi ponti pedonali e carrabili) e, planimetricamente, per geometrie di linee spezzate.
Valorizzare l’esistente: si accetta la complessità e mancanza di unità del sito e dei manufatti architettonici come condizione strutturante interpretandola quale occasione per possibili riscritture capaci di rivelare inedite relazioni e nuove identità. Villa Mulas diviene sede del parco archeologico, l’edificio posto al centro dell’area, oggi non utilizzato, diventa luogo pubblico destinato a caffetteria e spazi ludici. La parte bassa del catino si trasforma in riserva naturalistica, grande conca con vegetazione autoctona, habitat, piccoli laghi e stagni; la parte alta a tornanti con accesso da nord diviene zona sportiva e per il gioco dei bambini. L’area lungo via Is Maglias, modificata vent’anni fa, viene piantumata a bosco urbano.
4. Riferimenti teorici
SCAVARE TUVIXEDDU: TEMPI MODI FORME DI UNA TRASFORMAZIONE
- Antichità: prende forma in questo luogo la più vasta necropoli fenicio-punica del Mediterraneo con scavi geometrici a pozzo dalla sezione a “L”.
- Novecento: l’attività di escavazione cambia scala, modi e forme: nuove macchine scavano gallerie, canyon, interi colli, grandi crateri come il catino; per la produzione del cemento si realizzano nuovi fabbricati e macchinari.
- Inizio anni 2000: l’intera area è oggetto di un grande progetto di trasformazione urbana residenziale e infrastrutturale, solo in parte realizzato: subisce un forte processo di regolarizzazione del suolo per piani orizzontali, sagomature, strade, gabbionate di sostegno. Viene costruito un lungo tunnel stradale interrato in calcestruzzo, lasciato non finito in abbandono.
- Oggi: Tuvixeddu e Tuvumannu sono per la maggior parte spazi non utilizzati, la parte praticabile è quella del parco archeologico accessibile solo da via Falzarego.
- Domani: i due siti hanno la potenzialità di divenire anche un museo-parco geominerario e un grande parco urbano.
Le Corbusier, Basilique, La Sainte-Baume 1948
Cesar Manrique, Jameos de Agua 1964-66, Casa-Museo del Campesino 1968-74, Jardìn de Cactus 1990
Edoardo Chillida, La montaña vacía, Tindaya Fuenteventura 1993-94
André Corboz (1985), Il paesaggio come palinsesto, in «Casabella», n. 516
Alvaro Siza, La trasformazione attenta, in Francesco Venezia architetture in Sicilia 1980-1993, Napoli, Clean,1993.
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Franco Zagari (2006), Questo è paesaggio 48 definizioni, Mancosu, Roma
Francesco Venezia (2011), Che cosa è l’architettura. Lezioni, conferenze, un intervento, Electa, Milano