AutoriChristiano Lepratti, Marco Lepidi, Beatrice Moretti, Davide Servente
CoautoriGiulia Caprile, Carlo Delmonte, Elisa Confalonieri, Giulia Scelsi
AteneoUniversità degli Studi di Genova
Anno2025
Passagen
- Tipologia
- Edificio pubblico
- Ambito
- Composizione architettonica
- Committenza
- ProArch - Call for Project
1. Tesi / Ipotesi
Il progetto assume la Diga Duca di Galliera come occasione per verificare se un’infrastruttura portuale possa trasformarsi in una parte di città senza perdere il proprio carattere originario. L’ipotesi è che la costruzione di un nuovo fronte urbano sul mare possa nascere non dalla sovrapposizione di una forma estranea, ma dalla reinterpretazione delle figure, delle misure e delle logiche insediative già presenti nel porto.
La memoria non viene assunta come conservazione di un’immagine del passato, ma come materiale operativo del progetto. Forme e tipi appartenenti alla storia urbana e portuale di Genova vengono riconosciuti, astratti e ricomposti entro un nuovo sistema. La grande dimensione della diga consente così di sperimentare il passaggio dalla scala dell’edificio a quella della città, facendo dell’architettura un dispositivo capace di costruire nuove relazioni tra porto, città e mare.
2. Descrizione
PASSAGEN si sviluppa lungo la Diga Duca di Galliera come una struttura lineare articolata in una sequenza di parti differenti. Il programma del Centro per la tutela del patrimonio librario diventa occasione per costruire un organismo nel quale deposito, spazi di studio, servizi e luoghi collettivi concorrono alla definizione di un nuovo fronte della città verso il mare.
L’impianto combina continuità e discontinuità. Alla dimensione longitudinale della diga corrisponde una successione di elementi, variazioni, interruzioni e spazi pubblici che trasformano l’infrastruttura in un sistema urbano. La ripetizione non produce uniformità, ma stabilisce una misura comune entro la quale le diverse funzioni possono assumere forme specifiche.
L’edificio instaura inoltre un rapporto intenzionale con la città osservata dal mare. La nuova architettura non costituisce soltanto un oggetto collocato sulla diga, ma una figura urbana che entra nella costruzione dell’immagine complessiva di Genova. Il progetto interpreta quindi il limite tra terra e acqua come uno spazio abitabile, nel quale infrastruttura, architettura e spazio pubblico coincidono
3. Metodologia
La ricerca procede attraverso il progetto inteso come strumento di conoscenza. Una prima fase riconosce nel sito caratteri, figure e relazioni già presenti: la linearità della diga, la successione delle infrastrutture portuali, il rapporto tra grandi manufatti e tessuto urbano, la condizione di soglia tra città e mare.
A questa lettura segue un processo di astrazione e ricomposizione. Gli elementi individuati non vengono riprodotti letteralmente, ma trasformati mediante operazioni di selezione, ripetizione, variazione, montaggio e messa in sequenza. Il progetto verifica progressivamente queste operazioni alle diverse scale, dalla relazione territoriale con Genova alla costruzione dell’edificio e dei suoi spazi.
Il disegno assume in questo processo un ruolo conoscitivo. Piante, sezioni, sequenze prospettiche e immagini non rappresentano soltanto un risultato già definito, ma costituiscono strumenti attraverso i quali formulare e verificare l’ipotesi progettuale. La forma finale emerge quindi da un procedimento iterativo nel quale lettura del luogo, riferimenti e trasformazioni compositive vengono continuamente messi a confronto.
4. Riferimenti teorici
Il progetto assume come riferimento una tradizione di ricerca nella quale la città e l’architettura sono interpretate attraverso forme persistenti, tipi, sequenze e relazioni. Il riferimento non opera come modello da riprodurre, ma come materiale disponibile alla trasformazione progettuale.
Un ruolo specifico è assunto dalle architetture e dagli spazi della città di Genova. La Galleria Mazzini viene letta come figura di uno spazio intermedio, simultaneamente interno e urbano, mentre le infrastrutture, i magazzini e le costruzioni del porto forniscono un repertorio di grandi forme seriali e monumentali. La città storica offre parallelamente il tema della successione e della costruzione per parti.
Questi riferimenti vengono sottoposti a un processo di astrazione: ciò che viene trasferito nel progetto non è la loro immagine, ma il sistema di relazioni che li rende riconoscibili. Il riferimento diventa così uno strumento critico e operativo, capace di mettere in relazione memoria disciplinare, specificità del luogo e invenzione di nuove forme.