Autoritomaso monestiroli

CoautoriJennifer Nespoli, Alessandro Perego

AteneoPolitecnico di Milano

Anno2026

PROMENADE ARCHÉOLOGIQUE

Tipologia
Edificio pubblico
Ambito
Composizione architettonica
Committenza
ProArch - Call for Project
01. Mappa storica

1. Tesi / Ipotesi

La bellezza e le virtù della città di Cagliari, la Gerusalemme di Sardegna, sono insite nel nome stesso della città. Cagliari, da Kar (roccia), o, più correttamente – al plurale – Kalaris (rocce), esprime attraverso il proprio nome, con estrema precisione, la sua idea fondativa: quella di abitare le rocce, i sette colli che contraddistinguono e danno forma a questa eccezionale parte del territorio sardo.
Si tratta di un territorio nel quale i colli, abitati e nobilitati grazie alla presenza e alla potenza dell’architettura, si configurano come veri e propri capisaldi urbani, capaci di dare forma alla città: il Colle di Castello, con le sue mura e le torri pisane di San Pancrazio e dell’Elefante; il Colle di San Michele, con l’omonimo castello; il Colle di Sant’Elia, con il Forte di Sant’Ignazio; e così via, fino ad arrivare al Colle di Tuvixeddu, con il quale il nostro progetto è chiamato a confrontarsi.
Un colle particolare, situato a nord-ovest della città, abitato dai morti, posto a ridosso della via Sant’Avendrace, l’antico asse che metteva in relazione gli insediamenti punici insediati lungo la costa meridionale dell’Ichnusa, e affacciato direttamente verso il grande stagno.

02. Il sistema dei colli

2. Descrizione

Alla scala territoriale, coerentemente con il carattere della città di Kalaris, il problema viene affrontato mediante la costruzione di due edifici alti, due torri-belvedere, che raccontano e rendono riconoscibile, anche alla grande distanza, l’idea di abitare il colle. Collocate nei punti di accesso all’area, esse ne misurano lo spazio e stabiliscono un sistema di triangolazioni urbane con le altre emergenze della città, quali castelli, forti ed elementi turriti.
Alla scala architettonica, in coerenza con le scelte definite alla scala urbana, il progetto affronta il tema degli accessi attraverso la realizzazione di un sistema capace di mettere in relazione la via Punica, il colle di Tuvixeddu e il colle di Tuvumannu, insieme alle rispettive parti di città, grazie alla presenza di un suggestivo canyon artificiale – costruito contemporaneamente al cementificio per ragioni funzionali – che, scavando il terreno, mette a nudo la natura geologica del colle. Alle estremità del canyon due piazze urbane accolgono le funzioni principali richieste dal bando e conferiscono una misura al percorso nel Parco Archeologico.
In questo sistema, il museo, gli atelier del restauro e la scuola di archeologia assumono il ruolo di nuove porte di accesso al grande museo a cielo aperto costituito dalla necropoli fenicio-punica, e sono riconoscibili a grande distanza grazie alla presenza delle torri panoramiche.
A sud l’intervento è organizzato attorno a una grande piazza dura, allungata e disposta lungo l’asse principale, concepita come una navata a cielo aperto. Essa è accessibile sia come punto terminale del percorso del canyon, per chi proviene da nord, sia dalla via Sant’Avendrace, per chi arriva da sud. Da questo spazio si diramano una serie di transetti urbani, scanditi dalla reiterazione di setti costruiti in pietra forte, materiale tipico delle principali architetture monumentali di Cagliari, che assumono il compito di ristabilire la connessione con la parte più interna dell’area archeologica della Necropoli e allo stesso tempo sono espressione del carattere collettivo di questo luogo.

03. Planivolumetrico
04. Pianta
05. Sezione prospettica

3. Metodologia

L’idea di progetto è quella di affrontare, attraverso l’architettura e operando su una doppia scala, sia il problema territoriale della relazione con gli altri colli della città, sia quello, più strettamente architettonico, della costruzione di un edificio rappresentativo, capace di ristabilire le relazioni con il tessuto urbano circostante, in particolare con la via Sant’Avendrace e con il collegamento verso il soprastante colle di Tuvumannu.

06. Collage tipologico

4. Riferimenti teorici

Il progetto si inserisce all'interno di un'idea di Architettura e città propria dei maestri del Movimento Moderno.