AutoriElena Vigliocco, Michela Barosio, Martina Crapolicchio, Santiago Gomes, Rossella Gugliotta, Simone Parola, Riccardo Ronzani, Marco Trisciuoglio

AteneoPolitecnico di Torino

Anno2026

sulla terra leggeri

Tipologia
Edificio pubblico
Ambito
Composizione architettonica
Committenza
ProArch - Call for Project
Programma / Call / Bando CFP Cagliari – Limen. Una porta per l’area archeologica di Tuvixeddu a Cagliari
01. Layout sintetico di progetto in cui di identificano un dentro, il parco urbano e archeologico (blu); un bordo infrastrutturale, in cui si collocano gli elementi che stabiliscono il contatto tra dentro e fuori (rosso); un fuori, che corrisponde alla città con le sue forme, i suoi rumori, i suoi odori. Il layout diventa tridimensionale grazie a 6 sezioni che ne descrivono il bassorilievo.

1. Tesi / Ipotesi

Il progetto interroga sulla sua capacità di ricucire parti tra loro sparate attraverso interventi di agopuntura urbana finalizzati a riscoprire tracce latenti e potenzialità inespresse. Sulla Terra Leggeri si ispira all'omonimo romanzo di Sergio Atzeni (ed. or., Passavamo sulla terra leggeri, Arnoldo Mondadori Editore, 1996), che racconta la storia del popolo sardo, le tracce, i segni, i linguaggi. A partire da questo riferimento, il progetto propone una lettura sistemica capace di mettere in relazione archeologia, archeologia, storie e presente. Gli interventi e i dispositivi progettati mirano non solo a definire le soglie dell’area archeologica di Tuvixeddu, ma anche a ricucire i frammenti urbani che la circondano e che oggi risultano separati dal parco.

02. La complessità del ricucire è connessa alla complessità dell'orografia del sito. La ricucitura diventa una operazione composta di azioni che non sempre trovano concretezza materica nel progetto ma si costruiscono nell'assenza

2. Descrizione

L’integrazione del parco archeologico nel tessuto urbano avviene attraverso l’individuazione di nuove funzioni che valorizzano gli edifici esistenti nell’area e ai margini della stessa. Il progetto prevede: il museo diffuso localizzato nei ruderi con accesso da via Sant’Avendrace, che sviluppi un percorso museale sulla storia di Tuvixeddu; un nuovo digital hub della Città che occupa lo spazio di Villa Laura; una prima porta di ingresso al parco archeologico ubicata nel complesso dell’ex cementificio in cui vengono ospitati uno spazio espositivo ad alta densità con deposito museale, il Museo Città di Cagliari, l’Urban Lab e una piazza pubblica; dei laboratori di restauro con annessa torre landmark/belvedere e terrazza espositiva sulla piastra esistente; un archivio dei documenti e materiali iconografici nell’Ex Centro Visitatori; un sistema di residenze temporanee per artisti, atelier e laboratori, galleria espositiva nei locali di Villa Mulas; una seconda porta a nord-est, nella quale si trovano l’accoglienza visitatori, la biglietteria, il centro di formazione archeologica e del paesaggio e l’auditorium; un programma di nuove residenze sociali in continuità con il fronte stradale di via Is Maglias; attività di ristorazione nei pressi della Batteria Contraerea.
Come l’attuale paesaggio è l’esito di successive stratificazioni storiche, così il progetto è pensato per essere realizzato per fasi successive. In particolare si sono ipotizzate 4 fasi di realizzazione: 1. Realizzazione delle due porte urbane e dei principali collegamenti di accesso al parco; 2. Recupero dei ruderi, di Villa Laura e di Villa Mulas; 3. Realizzazione della Piastra Landmark; 4. Costruzione del nuovo comparto di residenze sociali.

03. Assonometria d'insieme dell'intervento che descrive gli interventi attivati dalla proposta progettuale. 9 interventi di agopuntura calibrati in funzione delle opportunità offerte da ciascuna situazione. 9 interventi innervati da una rete di percorsi che escludono l'accesso alle aree di cui si intende potenziare la dimensione ecologica

3. Metodologia

Il progetto è stato sviluppato a partire dall’esame dell’area di lavoro e del contesto in cui si trova, al fine di individuare potenzialità latenti e opportunità offerte dalle circostanze specifiche. Data la consistenza del tema trattato che si connota anche per il suo forte valore ecologico, si è scelto di massimizzare gli interventi concentrandoli nei luoghi potenzialmente più performanti in modo da minimizzarli nelle restanti parti. Un bordo, che cinge il parco, è stato identificato come il luogo più idoneo in cui concentrare gli interventi. La proposta può essere letta attraverso sei temi di progetto: la ricucitura, i dislivelli, le porte, le soglie, i percorsi e i parchi.
Ricucitura. L'obiettivo è trasformare la condizione di margine del Parco di Tuvixeddu in un sistema di relazioni capace di integrare il parco nel tessuto urbano, rendendolo uno spazio attraversabile, accessibile e vissuto. Il canyon viene riaperto creando una connessione tra Via Is Maglias e il cementificio.
Dislivelli. I dislivelli vengono considerati materia progettuale, occasione per costruire nuove relazioni spaziali, generare punti panoramici, articolare i percorsi e definire differenti modalità di accesso al parco.
Porte. La proposta amplia la richiesta del bando proponendo due porte, concepite come elementi strategici per la fruizione dell'intero sistema. Una prima porta è costituita dal complesso del cementificio su via Sant’Avendrace, e una seconda porta a nord-est su Via Is Maglias.
Soglie. Le soglie diventano dispositivi capaci di mediare tra spazi, quote e funzioni differenti. Attraverso interventi puntuali e diffusi (percorsi museali verso Via Sant’Avendrace e spazi su via Is Maglias), il progetto ridefinisce il rapporto tra il tessuto costruito e il paesaggio archeologico.
Percorsi. All'interno del parco viene ridefinito il sistema dei percorsi, con l'obiettivo di migliorare l'accessibilità e costruire una narrazione continua del luogo. I nuovi tracciati collegano gli ingressi, i manufatti esistenti e le tombe, valorizzando il patrimonio storico e paesaggistico di Tuvixeddu e offrendo nuove modalità di attraversamento e scoperta.
Parchi. L'intervento costruisce due parchi complementari: uno legato alla dimensione archeologica e paesaggistica ad accesso controllato, contenuto all’interno di un secondo parco, ad accesso libero, connesso alla vita urbana e alle nuove funzioni pubbliche introdotte dal progetto.

4. Riferimenti teorici

Architettura e progettazione urbana non sono estensioni l'una dell'altra. L'idea è che interventi minimi, puntuali e strategici, di rinnovamento possano essere più efficaci - produrre effetti positivi sull'insieme - rispetto ad altri che propongono interventi estensivi e radicali. La lettura e l'interpretazione critica del contesto sono la radice su cui si fonda l'intero impianto strategico e progettuale. Il principale riferimento, ripreso successivamente da molti autori, è il libro di Manuel de Solà Morales (2008), A Matter of Things, Rotterdam, NAi Publishers.

04. Approfondimento della proposta elaborata per le due porte di accesso al parco urbano e archeologico