AutoriElvio Manganaro

CoautoriHoussam Mahi, Ruzanna Meliksetyan

AteneoPolitecnico di Milano

Anno2025

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Tipologia
Edificio pubblico
Ambito
Composizione architettonica
Committenza
ProArch - Call for Project
Programma / Call / Bando CfP Genova – Memoria Maris. Il quartiere della Diga Duca di Galliera

1. Descrizione

Text
È lo slittamento del momento compositivo sul piano testuale ad affascinare nei processi text to image.
– A wall divided vertically into six equal parts, with two of the four kinds of line directions superimposed…
Come per le istruzioni di Sol LeWitt, la parola viene prima dell’immagine.
L’espressione non è emanazione dell’Io, attiene alla sfera delle possibilità contenute nel testo.
Tra parola e immagine esiste un campo di resistenza più o meno esteso, che tanto le parole, in forma di istruzioni, quanto l’immagine non possono esaurire.
È la stessa distanza che sussiste tra programma e opera.
È una distanza che in fondo garantisce uno spazio di libertà.
Dopo viene l’incapacità di intervenire direttamente sul piano estetico, sulle operazioni spaziali e scalari e additive e geometriche proprie dei processi compositivi tradizionali e quindi la negazione del contesto relazionale in cui gli elementi della composizione sono posti.
L’alienazione alla Macchina dell’abilità di organizzare esteticamente nel piano o nello spazio o nel tempo gli elementi della composizione comporta lo spostamento del baricentro lungo l’asse della Critica e della Cultura.
La Macchina attinge ad alcune immagini e non ad altre sulla scorta del significato testuale assegnato a un certo insieme di pixel.
È in virtù di questa relazione nominale che si innescano i procedimenti generativi.
Ciò vuol dire rinunciare al piano ambiguo in cui tradizionalmente i significati e i significanti vengono manipolati e che ha caratterizzato fino ad ora il campo dell’arte.
Eppure, proprio nel momento in cui la Macchina fa giustizia dell’Autore, del Contesto e della Tradizione e ogni immagine condivide con tutte le altre immagini la medesima sostanza combinatoria di pixel, tornano prepotenti i significati.
Perché è soltanto a partire dai significati che la Macchina è in grado di organizzare i segni.
Comunque, è sempre possibile opporre alla trasparenza transitiva del programma testuale la sostanza opaca di linee, perimetri e nodi propria del diagramma.
In altre parole, guadagnare il piano dell’immagine attraverso la materialità del significante e non attraverso la sua sparizione.

Bild

Text
Se modifico l’estensione jpeg di un’immagine digitale in txt, questa immagine diviene testo: una sequenza di migliaia di linee di testo composte da caratteri alfanumerici, segni di interpunzione, parentesi varie.
È sufficiente riportare l’estensione in formato jpeg per tornare all’immagine di partenza.
Qualora decidessi di alterare o cancellare o sovrascrivere o interpolare qualche linea di testo, perderei la possibilità di ritornare all’immagine iniziale.
L’immagine si corrompe.
Lo stato di corruzione è proporzionale alle alterazioni subite dal testo.
Per Kenneth Goldsmith la testualità latente dietro all’immagine digitale dimostra la rivincita del testo sull’immagine, propria della nostra epoca.
Piuttosto la consustanzialità di testo e immagine lascia intravedere come il testo possieda internamente la disponibilità a essere immagine.
Il testo è immagine a un livello più profondo della produzione ordinaria di immagini e concetti che di solito gli compete e che riguarda la dimensione semantica del linguaggio.
In quella che è conosciuta come scrittura asemica, testo e immagine collassano l’uno nell’altra.
Non sono solo le parole che foucaultianamente si staccano dalle cose, ma è la riconoscibilità del supporto grafico che veicola il codice a implodere, a venire meno, generando ambiguità.
Qualora tale supporto, infatti, non sia più in grado di ottemperare alla trasmissione dei significati codificati a cui è preposto, inevitabilmente avviene un cedimento verso territori estetici, formali.
Ciò può avvenire sia dal lato del ricevente, nel caso non si disponga dei codici di decifrazione, sia dal lato di chi utilizza il mezzo, qualora ne venga fatto un uso non corretto, spurio, alterato.
Così la scrittura si apre a un nuovo ordine di significazione, che è quello proprio delle immagini, l’ordine figurale.

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