AutoriGiuseppe Marsala, Antonello Russo, Pasquale Mei, Mari livia Olivetti
CoautoriDavide Biondo, Angelo Ganazzoli, Benedetta La Barbera, Giulia Renda, Giulio Renda, Dack Sanchez
AteneoUniversità degli Studi di Palermo
Anno2023
Un giardino lineare su via Terracina
- Tipologia
- Edificio pubblico
- Ambito
- Composizione architettonica
- Committenza
- ProArch - Call for Project
1. Il paesaggio dell’area occidentale di Napoli. Il sistema dei vuoti urbani di Fuorigrotta
L’area di progetto è collocata all’interno della piana di Fuorigrotta. Una delle stanze – caldere – del sistema più ampio a scala territoriale dei Campi Flegrei. Essa è delimitata da un doppio sistema orografico, a nord-ovest dal cratere di Agnano, alle pendici del monte S. Angelo e del monte Spina, mentre a sud-est dal crinale della collina di Posillipo. La natura geomorfologica delle caldere, veri e propri anfiteatri naturali, laghi di Agnano, Averno, Lucrino, Fusaro e Miseno, connota fortemente il paesaggio con una rigogliosa vegetazione – costituita prevalentemente da pini e ginestre – e da materiali piroclastici – tufo e pomice –.
Tre nuclei urbani, altamente densificati – Cavalleggeri d’Aosta, Bagnoli e Fuorigrotta – si insediano all’interno della piana. Tra i sistemi morfologici dei tre diversi quartieri è possibile individuare vuoti urbani eterogenei per forma ed uso
2. Gli attraversamenti tra la Mostra d’Oltremare e il cratere di Agnano
La sequenza degli attraversamenti – sezioni trasversali – lungo via Terracina costruisce una fitta trama di connessione tra gli spazi aperti della Mostra d’Oltremare e le propaggini del cratere di Agnano facente parte della Zona C - Area di riserva controllata - del Parco regionale dei Campi Flegrei (Piano di Tutela della Aree Natura 2000).
L’idea progettuale è quella di definire una continuità tra i diversi sistemi del paesaggio della piana di Fuorigrotta. Quello della Mostra d’Oltremare che si identifica come parco con spazi aperti dalle varie qualità figurative, funzionali e un ricca presenza di vegetazione dal quale si stagliano le architetture di tipologia a padiglione fortemente connotate dal linguaggio moderno del razionalismo Mediterraneo; del Parco di Agnano con i suoi boschi e i campi d’erba segnati da lunghi percorsi lineari; e infine l’ambito produttivo degli orti sui terrazzamenti costruiti lungo i versanti scoscesi tra monte S. Angelo e monte Spina.
Le connessioni trasversali: il ponte di attraversamento su via Terracina; i percorsi di risalita all’area protetta del Parco di Agnano e la ridefinizione dei i nuovi accessi a nord alla Mostra d’Oltremare: nuovo ingresso carrabile ad ovest con “muro attrezzato” da via Terracina; riconfigurazione dell’ingresso sull’attuale piazza Antiniano in un nuovo spazio urbano aperto alla città di forma concava; e, infine, il nuovo accesso su rampa in corrispondenza dei tratti affioranti dell’antica strada romana, definiscono una scansione sincopata entro la quale è possibile individuare diversi ambiti urbani che strutturano il progetto di un “giardino lineare” lungo via Terracina.
3. Trame urbane e palinsesto. Un “giardino lineare” lungo via Terracina
Le trame urbane, definite da misure e giaciture, e il sistema orografico che strutturano l’area di progetto costruiscono il palinsesto su cui si sviluppa il “giardino lineare” proposto dal gruppo di progettazione. Il nuovo spazio pubblico si apre alla città – residenti, studenti, visitatori della Mostra d’Oltremare, turisti –, e si sviluppa lungo via Terracina per una estensione di circa un chilometro e si attesta principalmente su due diverse quote: quella urbana e quella ribassata in cui trovano spazio i resti archeologici di epoca romana.
Nella ridefinizione del margine nord della Mostra d’Oltremare trovano spazio, secondo il nuovo disegno, nuove funzioni ad uso pubblico e si individuano diversi sistemi di vegetazione, alcuni dei quali riprendono le linee degli arbusti di alloro scolpiti mediante l’arte topiaria. Tutto il margine superiore, nel suo ridisegno complessivo, si presta ad attività ludiche, di riposo, di socialità condivisa ed anche di messa in valore degli elementi di cultura già presenti come i reperti archeologici e la strada romana. Il ritmo degli steli, alti 15 mt, segnala con forza la presenza del nuovo giardino/margine, individua i diversi campi aperti e scandisce lo spazio aiutando l’osservatore ad intenderlo come unità semantica e unico sistema funzionale per l’intero quartiere di Fuorigrotta.
Ad ovest, il “giardino lineare” è strutturato in modo da definire ed accogliere una mobilità sostenibile e di diversa natura – da quella su gomma a quello dolce –. In particolare, il bosco ad assetto ordinato di eucalipti definisce il margine del “muro attrezzato”, nel quale si individua l’ingresso carrabile alla Mostra e al parcheggio già presente al suo interno, il quale è riconfigurato come una vera e propria radura capace di alternarsi allo spazio d’ombra del bosco urbano di eucalipti. La nuova soluzione funge da testata al nuovo “giardino lineare” lungo via Terracina, mentre, la parte centrale è scandita da una trama modulata di 27 metri, e come già ricordato, evidenziata da elementi architettonici verticali. Il lungo parterre è articolato mediante una geometria lineare e rigorosa che accoglie la vegetazione, la quale modella topograficamente il suolo secondo forme di diverse altezze ed è concepita per variare nelle diverse stagioni – paesaggio che evolve nel tempo – attraverso la messa a dimora nei diversi ambiti sia piante bulbose, come narcisi, giacinti e iris, che di prato fine.
Varchi e soglie. Il sistema di accessibilità a nord della Mostra d’Oltremare
Lungo il percorso del “giardino lineare” sono ridefiniti nuovi ingressi, attraverso un sistema di varchi, scalinate e rampe che si innestano dalla quota urbana di via Terracina agli spazi della Mostra d’Oltremare, posta a quota inferiore.
Il varco in corrispondenza di Piazza Antiniano, già presente, viene riconfigurato in forma concava, per aprirsi agli spazi del giardino su via Terracina ed è collegato tramite l’ampia scalinata al sistema arboreo dei Pinus pinaster all’interno della Mostra. La nuova soluzione d’ingresso accoglie l’info point e la biglietteria. Il disegno urbano della proposta evidenzia il carattere di spazio soglia, oltre con la Mostra, con il Parco di Agnano a nord. Oltretutto, la posizione strategica del varco di Antiniano rispetto al sistema arboreo dei Pinus pinaster consente di realizzare una importante connessione trasversale, fisica e simbolica: ponte, ascensore, parcheggio ipogeo per l’ospedale San Paolo, orti e sentieri, tra l’area della Mostra d’Oltremare e il parco di Agnano mettendoli in relazione come unica unità di paesaggio.
Un secondo ingresso si sviluppa parallelamente alla strada romana Antiniana e giunge alla a quota inferiore. L’antico tracciato attraversa un’area a bosco selvatico di pini che è stato lasciato nella sua forma attuale ed è introdotta da una pavimentazione in singoli elementi in cemento a giunti aperti che favoriscono la crescita di erbe spontanee e altre fioriture tra le fessure del lastricato. La parte conclusiva del percorso è formata da un sistema di rampe e gradonate che permette la connessione con gli spazi della Mostra d’Oltremare e con quelli, a quota ribassata, in cui si trovano i resti archeologici di epoca romana, ove un sistema di strutture espositive si presta a mostrare opere d’arte pubblica e reperti archeologici rinvenuti in situ. La ridefinizione del sistema di accessibilità all’area degli scavi e di relativo supporto alla stessa, insieme ai nuovi laboratori del Politecnico dell’Università, previsti dalla soluzione progettuale, chiudono il percorso urbano di via Terracina, prima di giungere alla Masseria di San Giuseppe.
4. Una nuova cerniera urbana. Riconfigurazione morfologica della Masseria San Giuseppe e dei padiglioni di ingegneria
Le stanze archeologiche “incielate” a quota ribassata e la Masseria di San Giuseppe si relazionano direttamente con l’ipotesi di riconfigurazione di alcuni padiglioni del Politecnico di Ingegneria. Il nuovo assetto morfologico proposto, tra gli spazi aperti dell’archeologia e nuovi edifici dedicati ai Dipartimenti di Ingegneria, è connotato da soluzioni architettoniche e urbane per mezzo di rampe, passarelle e ponti.
Tre nuove costruzioni (due edifici alti e un padiglione), in continuità con l’edificio 9 e 10 del Politecnico – Dipartimento di Ingegneria Industriale – compensano le volumetrie dei padiglioni 11 e 12 demoliti. La prima ipotesi consiste in un’addizione al padiglione 10 oltre la strada via Marconi e connesso ad esso attraverso una passerella sospesa. L’ipotesi della costruzione del volume alto conclude, insieme ad un ulteriore nuovo padiglione, il disegno dell’isolato a nord del complesso del Centro di produzione RAI, e assolvono alla richiesta espressa dalla call di contenere nuove funzioni quali: aula polifunzionale, spazi studio, foresteria e altri servizi comuni. La seconda ipotesi, invece, prevede la costruzione in continuità con l’edificio 9, per mezzo di un ponte. La soluzione adottata permette di definire un nuovo fronte all’area dell’attuale parcheggio, ampliato con ulteriori due livelli ipogei che chiudono il sistema della proposta di intermodalità antistante all’ingresso dell’Università. La nuova volumetria si relaziona, sul retro, con la quota superiore su cui si attesta la Masseria San Giuseppe, testimonianza di una delle tante architetture rurali presenti nel territorio della piana di Fuorigrotta. La riconfigurazione dell’area di pertinenza della Masseria di San Giuseppe permette di individuare una testata al “giardino lineare” proposto lungo via Terracina e contemporaneamente assume il ruolo di cerniera urbana attraverso la soluzione d’angolo con via Claudio. Il completamento del recinto, abitato, del lotto della Masseria rifunzionalizza la preesistenza attraverso nuove funzioni quali: hall ingresso, spazi e servizi comuni e camere.