AutoriLuigi Stendardo, Mattia Cocozza, Raffaele Spera

AteneoUniversità degli Studi di Napoli Federico II

Anno2024

+5 | ABITARE LA CONCA

Tipologia
Edificio pubblico
Ambito
Composizione architettonica
Committenza
ProArch - Call for Project
Programma / Call / Bando CfP Perugia – Studium 2030. La città degli studenti

1. Descrizione

Sul limite settentrionale del centro di Perugia, le architetture dell’Università si attestano su ciò che resta delle mura etrusche. Da qui, la città universitaria guarda la sua espansione a nord, dove il costruito si dispone allineandosi lungo le curve di livello del versante opposto. Sullo sfondo del suo crinale torreggiano le architetture che sono, per eccellenza, l’Università di Perugia: l’Aula Magna che ostenta il suo alto profilo longitudinale e la mole stereometrica del Rettorato, il Palazzo Murena opera settecentesca di Luigi Vanvitelli e Carlo Murena, quasi una fortezza a protezione della corte interna che, invisibile all’esterno, costituisce uno dei pochi luoghi che offre riposo agli occhi continuamente sfidati da una geografia accidentata, appena addolcita dalla ricca vegetazione arborea che ne ammorbidisce i ripidi pendii.
Seguendo le curve parallele al crinale, si osservano le torri che segnano punti notevoli del paesaggio urbano. Tra queste, verso ovest si levano le gemelle diverse – la torre del Museo di tessitura a mano e la ciminiera che svetta sull’aula Gregori – che segnalano il bastione in cui si ripiegano le mura urbane occidentali dopo aver guadagnato quota risalendo il versante verso nord. Le torri, alle quali lo sguardo aggancia continue triangolazioni, fanno eco a quelle che si innalzano sul versante settentrionale della città storica, in particolare il campanile della chiesa di San Francesco al Prato e il frontone della piccola chiesa di San Matteo in Campo d’Orto che allunga il collo oltre misura per guadagnarsi visibilità nel panorama urbano.
Oltre alle mura occidentali, lungo le quali si aprono le porte urbane a valle e a monte del complesso universitario, altre due linee solcano il versante ortogonalmente alle curve di livello. La prima è il percorso gradinato che ha origine nella stretta asola tra il Palazzo Murena e la facciata dell’Aula Magna, che scende dritto e rapido, come un’incisione tra i corpi di fabbrica e i giardini che si susseguono sui terrazzamenti digradanti. La seconda è disegnata dall’acquedotto medievale della Fontana Maggiore, il cui estradosso è un camminamento tra la città storica e la piazza del Rettorato.
Tra il centro storico e l’espansione universitaria, c’è la Conca. È così che i perugini chiamano l’invaso che si incunea in profondità per più di 40 metri. Il versante meridionale della Conca, al di sotto del tracciato delle mura etrusche, assume la forma di un bosco urbano, attraverso il quale si snodano i tornanti che conducono fino al fondo della Conca. Da qui si risale piano, prima allo slargo delimitato a nord dai lunghi edifici dei Dipartimenti universitari e poi ai diversi terrazzamenti via via più alti.
La morfologia urbana è fortemente segnata dall’orografia. L’edificato è costituito da corpi di fabbrica lunghi e seriali, che si allineano sui salti di quota; i basamenti sono contro terra sul lato a monte dove gli accessi sono a quota più alta rispetto a quelli sul fronte principale a valle. Qui gli ingressi sono spesso sopraelevati rispetto al piano di campagna e la differenza di quota tra i due fronti è quasi sempre compensata con scale, locali di servizio, spazi a doppia altezza o aule a gradoni. Anche i giardini che si susseguono sui terrazzamenti hanno la stessa forma allungata e poco profonda. Alla quota più alta dell’insediamento universitario, l’Aula Magna è ancora allungata, ma disegna il suo prospetto principale sul lato corto, optando per uno spazio basilicale che offre al panorama urbano il lungo fianco piuttosto che il fronte.
Rispetto alla tipologia prevalente, fanno eccezione solo due edifici, disegnati attorno ad una corte: il Palazzo Murena e il Dipartimento di Giurisprudenza, ex-Macello. Vale la pena di osservare che queste due fabbriche che presentano una corte centrale chiusa si trovano rispettivamente alla quota più alta e a quella più bassa dell’insediamento universitario.
I caratteri della forma urbis della Conca perugina restano dunque affidati ad alcuni sistemi formali fortemente ancorati all’orografia: il sistema delle torri, degli allineamenti a distanza, delle triangolazioni, e quello delle linee di attraversamento, le mura, l’incisione e l’acquedotto; il sistema dei terrazzamenti, degli spazi aperti, dei giardini pensili, che si affacciano verso valle e verso il bosco sul versante opposto, e dei lunghi corpi di fabbrica; il sistema delle corti incise nella mole del Rettorato o nel fondo della Conca.
Il progetto di ridefinizione dell’area a quota 412 metri s.l.m. prospiciente i Dipartimenti di Fisica e Geologia, Matematica, Economia e Scienze Politiche, rilegge la forma urbis attraverso tre principali azioni: il rafforzamento dell’asse di percorrenza che parte tra il Rettorato e l’Aula Magna e che, attraversando la Conca, viene prolungato per atterrare sul versante opposto, risalendolo poi fino allo slargo prospiciente la chiesa di San Matteo; il sollevamento del fondo della Conca a creare un terrazzamento su uno spazio ipostilo in corrispondenza della porzione occidentale dell’area di progetto; il disegno di un telaio che misura e ridefinisce la porzione orientale dell’area di progetto come corte alberata fluida che si allunga verso lo spazio ipostilo. Tre sono i principali elementi che le azioni di progetto mettono a reagire con le forme esistenti.
Un nastro sottile si modella sul profilo della sezione tracciata sulla direzione del solco che scende tra Rettorato e Aula Magna; nel primo tratto si sovrappone alla gradinata esistente, poi si stacca dal suolo per attraversare a circa cinque metri di altezza l’area di progetto, sovrappassa sospeso il fondo della Conca e raggiunge il versante opposto per risalire fino all’obelisco cavo che, alto e snello, svetta tra la vegetazione, segna la fine del percorso e dialoga con il frontone di San Matteo e con il campanile di San Francesco. Il percorso consente di traguardare diversi punti notevoli del paesaggio urbano e di risparmiare, nel collegamento tra città storica e università, un totale di circa 18 metri di dislivello tra discesa e ascesa. Parallelamente alla risalita sul versante boschivo potrà essere installato un impianto di ascensore diagonale o una mini-funicolare per superare un dislivello di circa 15 metri. Una piastra sollevata di circa cinque metri rispetto all’attuale piano di campagna consente di trasformare tutta l’area di progetto in una doppia piazza su due livelli.
Un telaio leggero si accosta al corpo di fabbrica a est della piazza bassa, si spinge oltre la strada per intersecare il terreno che sale, piega ad angolo retto, per emergere dal suolo come un resto archeologico, e continua, per disegnare la misura precisa di una corte smarginata, riordinata dai filari paralleli degli alberi. Sia i filari che il telaio proseguono verso la piazza alta, penetrano lo spazio ipostilo sottostante, intersecano la piastra ed emergono sul terrazzamento superiore.
La piastra, sospesa sulla porzione occidentale dell’area di progetto, si salda al nastro del percorso di collegamento tra i due opposti versanti e si estende fino ai limiti occidentali dell’area, sagomandosi lungo il perimetro in funzione dei fili fissi planimetrici e altimetrici che le consentono di raccordarsi alle quote opportune con gli edifici circostanti. Sul lato verso valle il piano è ritagliato per dialogare col versante opposto, dando forma a un patio aperto sul bosco e a un piano a gradoni che si eleva e culmina in un belvedere che punta verso la chiesa di San Matteo.
La piastra, che dà luogo a un piano ipostilo e a una superficie superiore di circa 7000 metri quadrati, viene ancora incisa con tagli. Questi sono orientati secondo la giacitura ortogonale al bordo rettilineo che separa la piazza alta da quella bassa, paralleli al telaio e ai filari di alberi che ridisegnano la piazza bassa e creano continuità tra le due piazze. I tagli consentono inoltre di tessere relazioni diverse tra il sopra e il sotto. Oltre a quelli che accolgono i collegamenti verticali, realizzati da scale, rampe e impianti meccanici, ci sono quelli che lasciano affiorare in superficie l’acqua e le chiome degli alberi che ombreggiano la piazza superiore e quelli che lasciano penetrare lame o pozzi di luce al piano sottostante.
Il piano ipostilo è uno spazio fluido, con diverse densità, che si apre e si dilata verso la piazza bassa. Accoglie la caffetteria con patio che si affaccia sull’opposto versante verde, il parcheggio, la clubhouse degli studenti con uno spazio centrale illuminato da un canon à lumière, oltre a servizi, locali tecnici e al volume d’acqua che realizza la piscina con due lunghe pareti vetrate che danno rispettivamente sulla caffetteria e sul parcheggio. La mensa e i relativi servizi con accesso carrabile sono ricollocati ai due piani inferiori. La superficie superiore consente di innalzare il punto di vista e di modificare l’ampiezza dell’orizzonte visivo sui due versanti della Conca. Su questo parterre sopraelevato, in parte ombreggiato dalle chiome degli alberi che emergono dal piano sottostante, trovano posto diverse terrazze per la vita sociale, il caffè, l’aperitivo, il jazz, il piano a gradoni che ospita il belvedere e la cavea per spettacoli, la piscina natatoria scoperta lunga 25 metri che d’inverno si trasforma in pista da pattinaggio e nella mezza stagione in pedana per eventi, e una serie di piccoli volumi effimeri che possono slittare lungo la giacitura prevalente dei tagli e dei filari per configurare allestimenti diversi. Questi sono intesi ad ospitare tutti i servizi di accoglienza, informazioni, tutorato, erasmus, supporto psicologico, diritto allo studio. Lo studente perugino, da qualsiasi parte del mondo provenga, avrà la certezza che lì, in piazza, troverà tutte le informazioni di cui ha bisogno. La Conca sarà luogo di affezione per ogni studente, il primo in cui sarà accolto dall’Università e dalla città di Perugia, quello dove incontrerà gli altri, quello che resterà il centro della sua vita universitaria, sia per lo studio che per il tempo libero.

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