Autorimarco mannino, Francesco Defilippis, Vincenzo Giusti, Michele Montemurro, Nicola D’Addario

AteneoPolitecnico di Bari

Anno2024

Assonanze urbane

Tipologia
Edificio pubblico
Ambito
Composizione architettonica
Committenza
ProArch - Call for Project
Programma / Call / Bando CfP Perugia – Studium 2030. La città degli studenti

1. Descrizione

Il concorso per La Città degli Studenti a Perugia impone un confronto con i caratteri e la storia di un luogo connotato da una morfologia “del suolo” complessa e una spiccata forza evocativa della sua architettura. L’area di progetto assegnata, limitrofa al centro storico, si distingue per la sua giacitura a terrazze che digradano verso il piano della Conca e da strutture connettive e architettoniche che nei caratteri originari riflettono e rappresentano l’identità formale e storica dei margini della città. Le mura urbane, l’edificio del Rettorato -Palazzo Murena- con la sua mole stereometrica dominante sulla Conca, l’antico acquedotto che si snoda, s’incunea, scavalca il tessuto urbano, la chiesa e il convento di San Francesco al Prato e le aree alberate e a verde che fanno da contrappunto e connettono la città al paesaggio, costituiscono dei riferimenti fondamentali per lo sviluppo di una strategia compositiva coerente e dialetticamente integrata con il contesto.
Volendo definire lo spirito con cui si è voluto condurre il progetto si è cercato di stabilire una “assonanza” con i caratteri di questo luogo, una corrispondenza di suggestioni indotta da una comune radice espressiva.
Si è guardato ai capisaldi storici della forma urbana di Perugia: alle mura e le porte urbane, ai terrazzamenti, alla rocca Paolina, al citato acquedotto, monumenti in cui si esalta il contrasto materia/vuoto, luce/ombra; queste strutture sono innestate nella città come limes di un sistema complesso di compenetrazione tra natura e architettura, e ne determinano la forma ma anche le direttrici di attraversamento: esemplare è il caso della Rocca Paolina che si pone sul margine urbano collegando due quote altimetriche della città; una costruzione monomaterica in laterizio che nelle sue cavità accoglie i percorsi di collegamento che caratterizzano l’Urbs.
Su questi presupposti si è inteso stabilire un sistema continuo di strutture che connettono i diversi livelli ed edifici esistenti dell’area di progetto e per definire questa continuità si è scelto di “costruire” il percorso fondendo gli spazi in sequenze che suggeriscono la ritualità dell’attraversamento verso la valle della Conca. L’interazione tra spazi e percorsi del progetto determina anche una modifica delle modalità di percezione: si predispone la successione di traguardi visivi che stabiliscono un nuovo itinerario di collegamento tra i due versanti contrapposti della Conca.
L’identità del progetto si afferma anche nei caratteri plastici e materici degli elementi che lo costituiscono; il colore e la grana delle superfici esterne e degli spazi voltati interni in muratura di mattoni sanciscono l’unità espressiva del progetto distinto da una massa opaca modellata e cavata; muri, archi, volte, rampe, tutti elementi fondati sugli archetipi strutturali della costruzione muraria.
In sintesi il progetto può essere definito come un complesso compatto di costruzioni imperniato su un volume centrale a giacitura orizzontale, una sorta di plateau rilevato con copertura a verde fiancheggiato da fabbricati a sviluppo lineare che appaiono come bastioni che circondano i podi che si snodano nei punti nodali segnati dalle torri.
Con la sua netta geometria stereotomica, la proposta progettuale fonda una nuova “rocca” urbana, “la città degli Studenti” che entra in assonanza con i caratteri architettonici e paesaggistici della città storica.
Come nella città delle torri che già Benedetto Bonfigli aveva raffigurato, la nuova “rocca” connota il versante costruito della Conca e rafforza il contrappunto insediativo rispetto al versante naturale a forte declivio del colle prospiciente; percorrendo le rampe a partire dal giardino del Rettorato, sostando sui podi, affacciandosi dalle torri si scorgeranno il complesso di San Francesco al Prato e il tessuto urbano della città alta sulla sommità del colle, delimitati da una rigogliosa vegetazione arborea.
Gli spazi del progetto rispondono alle funzioni previste dal programma, integrate con altre attività utili a realizzare un polo urbano in cui si vanno a coniugare le destinazioni relative alla didattica universitaria con altre di carattere commerciale e culturale.
Questa combinazione d’uso integra le attività di ricerca, studio e ricreative dell’Università, ad ambienti destinati ad attività commerciali come caffetterie, bistrot, negozi e piccoli laboratori artigianali e artistici.
Nel podio basamentale due grandi ambienti si dispongono su altrettanti livelli interni: quello superiore è destinato al parcheggio; quello inferiore posto alla quota del piazzale del Dipartimento di Economia ospita la nuova mensa universitaria. La struttura di questi spazi è costituita da una sequenza reiterata di setti murari articolati in un sistema di volte parallele che conferiscono una forte identità a questi ambienti; una profonda fenditura ricavata nel corpo del grande basamento, in corrispondenza della torre sulla via Pascoli, configura uno spazio di luce, un patio nel corpo profondo e ombroso memore degli ipogei della Perugia sotterranea.
Spazi d’ombra e spazi di luce, luoghi interni che si relazionano agli spazi all’aperto per passeggiare e per fermarsi, uniti in una promenade che integra gli ambiti del progetto alla città alla topografia del paesaggio.
Lo studente o il passante dal giardino del Rettorato percorrerà il ponte che scavalca la via dell’Elce di sotto per guadagnare la quota più alta della scala esistente che collega al piazzale alberato all’incrocio tra via Pascoli e via Vanvitelli, da qui, con la stessa giacitura di palazzo Murena e del ponte/percorso, inizierà la sua promenade; con lo sguardo proiettato verso il convento di San Francesco al Prato, delimitato sulla destra da un corpo con il tetto spiovente che ospita alcuni servizi a carattere pubblico arriverà al vertice del “bastione”; ora il nostro passante potrà godersi la vista passeggiando sul podio che piega ortogonalmente sulla traccia degli antichi terrazzamenti originari, o potrà iniziare la sua discesa alla Conca dalla rampa che lo collega al grande plateau.
Lo spazio del podio plateau definito da un campo verde è delimitato lateralmente da un altro corpo murario con il tetto spiovente -analogo a quello precedentemente descritto- ancora necessario a indirizzare lo sguardo adesso ampio verso il centro arroccato della città storica; la sua geometria vagamente trapezoidale deriva dalle due giaciture fondanti -quella del sistema urbano dettato dal Rettorato e quella della topografia del suolo che ha la sua direttrice nella via Pascoli a fondo valle della Conca; una forma che interpreta la dinamica cinetica del movimento dello sguardo del passante che “attraversa” trasversalmente lo spazio della Conca. Dall’ampia area del podio verde attraverso un’altra rampa il nostro passante guadagnerà la quota della via Pascoli proprio in prossimità del percorso di risalita, sull’altro fronte collinare, verso San Francesco al Prato. Una promenade che nei punti nodali è segnata da due torri accorpate al sistema dei terrazzamenti sostruzioni che costruiscono la sequenza di questi luoghi. Due torri, due belvedere dai quali lo sguardo può ancora proiettarsi verso la bellezza del paesaggio di questa città.

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