AutoriAntonello Russo, Francesco Messina
AteneiUniversità degli Studi di Perugia, Università degli Studi di Ferrara, Università degli Studi di Palermo
Anno2024
Connessioni
- Tipologia
- Edificio pubblico
- Ambito
- Composizione architettonica
- Committenza
- ProArch - Call for Project
1. Tesi / Ipotesi
L’urbano di Perugia compone una sintesi complessa nella quale le scritture caratterizzanti “la forma della Terra” e la componente insediativa del costruito dispongono i dati di una dialettica paritaria. Tanto in una visione zenitale, quanto una lettura dall’interno, ad altezza uomo, dello spazio urbano tra le vie, tra i vicoli, le scalinate, le piazze, gli slarghi, del capoluogo umbro, è descritta una netta demarcazione tra natura e artificio non edulcorata da alcun proposito di mimesi. La presenza massiva, pietrosa e pesante del costruito sulle linee di crinale trova il suo contraltare nella vegetazione arborea delle valli dove il dislivello, quasi sempre importante e impervio, descrive nel tema delle connessioni un obiettivo del progetto urbano.
Sistemi dolci a percorrenza lenta, tesi a ripercorrere le curve di livello, o rettifili rapidi, connessi a segmenti di minima distanza (vedi la linea pedonale dell’acquedotto medievale in pietra, nel centro storico, e/o la cremagliera d’acciaio di recente realizzazione per il collegamento del centro con le propaggini esterne) descrivono in Perugia i caratteri di una realtà metropolitana che integra nell’antico una componente infrastrutturale.
2. Descrizione
La Conca di Perugia
L’area oggetto di consultazione si distingue come un pianoro di fondovalle delimitato da due alture di colle le quali, fronteggiandosi, descrivono l’orizzonte visivo l’una dell’altra. Entrambi i rilievi, pur posti a distanza ravvicinata, sono, allo stato attuale, collegati con percorsi accidentati in seno al forte declivio che li separa. I due crinali, ponendosi pressoché alla stessa quota, dispongono in cima i nuclei di arrivo: il complesso di San Francesco al Prato, sul colle sud, caratterizzato da un’ampia frequentazione in seno alla sua vicinanza con il centro storico della città, e il campus universitario, sul colle nord, animato da un importante flusso di studenti nei periodi didattici con uno svuotamento di senso nelle ore serali e nei festivi in seno a una oggettiva mancanza di rapide connessioni con il centro consolidato. L’area universitaria è attualmente raggiungibile da nord attraverso la percorrenza pedonale del rettifilo dell’acquedotto medievale. Esso conduce sul percorso di crinale dove la presenza massiva e imponente di Palazzo Murena, sede del Rettorato, rileva un’appendice nell’edificio dell’Aula Magna progettato da Giuseppe Nicolosi negli anni Cinquanta. Quest’ultimo, in seno all’eleganza della sua realizzazione, alla cura del dettaglio e al valore spaziale dell’interno a navata unica, conferma il valore civile di un’istituzione pubblica come l’università. Tra i due edifici diparte una scalinata rettilinea ordinata sulla linea di massima pendenza. Essa infrastruttura la percorrenza dell’intero declivio disponendo i caratteri di un’esperienza visuale che dalla quota più alta attraversa prima un giardino terrazzato, posto quasi a protezione dei palazzi civici posti in cima, per approdare a un piazzale intermedio, attualmente adibito a parcheggio, luogo e oggetto della consultazione. La conclusione della discesa approda su via Pascoli riconoscibile come punto di flesso di un articolato sistema orografico.
Obiettivi di progetto
La proposta di progetto rileva nell’idea di connessione un tema fondante teso a esplicitarsi sia nella configurazione di collegamenti tra invasi autonomi, seppur concorrenti alla composizione di uno stesso spazio, che nel collegamento di luoghi altri riconoscibili come traguardo ottico di riferimento di singole aree.
3. Metodologia
La Piazza degli Studenti
Il piazzale posto tra gli edifici lineari dei Dipartimenti si configura planimetricamente come un ritaglio interstiziale privo di forma. Pur attraversato, quotidianamente, da un importante flusso di studenti e docenti, esso tende a descriversi come uno spazio di servizio. Operando una registrazione delle lievi pendenze presenti nell’area, mantenendo inalterate le quote d’ingresso agli edifici prospicienti, la nuova Piazza degli Studenti si compone di due aree pavimentate contigue. Un primo spazio orizzontale disegna il versante ovest prospiciente i Dipartimenti di Matematica e Informatica. Esso compone i caratteri di una “piazza secca” sulla quale si stagliano le linee generatrici del nuovo intervento. Verso est, in linea con le giaciture suggerite dagli edifici esistenti, la nuova Piazza degli Studenti si compone di un’area pavimentata posta a +1,00 metri dall’invaso precedente. Essa disegna il piano di arrivo della lunga scalinata esistente e il parterre prospiciente i Dipartimenti di Scienze Politiche dove sono conservate le alberature e riconfigurato un ingresso carrabile e pedonale posto in quota con via Pascoli.
Il nuovo edificio servizi
La nuova Piazza degli Studenti compone uno spazio di relazione in seno a una chiara definizione dei limiti del suo invaso spaziale. Se, verso nord, gli edifici lineari progettati da Giuseppe Nicolosi negli anni Settanta compongono un perimetro visibile, verso sud l’attuale edificio destinato alle attività di ristorazione dispone, sullo spazio pubblico del campus universitario, un retro caratterizzato da un affastellamento di impianti di varia natura con più recinzioni. Ne consegue, pertanto, la necessità di prevedere la sua demolizione per la composizione di un nuovo edificio servizi in grado di definire una dimensione raccolta sulla piazza e contestualmente di comporre un podio percorribile prospiciente il paesaggio arboreo situato sulle pendici del colle sud. Il nuovo edificio ribadisce, nella sua stessa forma, i caratteri di una modellazione della linea di terra. Esso compone un dispositivo teso ad assolvere sulla copertura inclinata un’estensione delle attività della piazza: funzioni di ritrovo e sosta per gli studenti, una gradonata per conferenze, rappresentazioni teatrali e artistiche, lezioni, feste e manifestazioni ludiche all’aperto. Contestualmente la sua quota più alta, posta a +9,00 metri dalla quota del parterre ovest, disegna un percorso lineare parallelo a via Pascoli in grado di connettere con rampe gradonate le diverse aree della Piazza degli Studenti.
Al di sotto del piano di copertura l’edificio ospita due ampi spazi destinati alle attività di bar e ristorazione. Una sala più piccola è posta in diretta prosecuzione del parterre pubblico. Una seconda sala, più ampia e a doppio ordine, configura lo spazio per la mensa con accesso sia dalla quota della Piazza degli Studenti, identificata come quota zero di riferimento, che dalla quota urbana di via Pascoli posta a circa -7,00 metri, in prossimità del nuovo scalone d’ingresso al campus posto sul limite sud-ovest. Ne consegue la realizzazione di un’articolata risoluzione del dislivello su via Pascoli teso a configurare sulla strada pubblica un fronte compatto. Verso ovest, in adiacenza all’edificio a corte esistente si articolano da via Pascoli due sistemi di ingresso alla Piazza degli Studenti: uno scalone di rappresentanza, per la connessione diretta con il parterre ovest, e una rampa in pendenza, utile a raggiungere dallo stesso punto il parterre est prospiciente i Dipartimenti di Scienze Politiche. Su questo versante una seconda rampa gradonata compone la testata dell’edificio servizi connettendo quota +1,00 metri del parterre con quota +9,00 metri del podio di copertura. Al di sotto di essa una sala espositiva a doppio ordine implementa la dotazione funzionale del nuovo edificio.
Il ponte pedonale
I due colli caratterizzanti l’area della Conca a Perugia, pur fronteggiandosi e riconoscendosi come traguardo ottico, pur assolvendo a funzioni e usi tra loro complementari, risultano attualmente collegati solo da un impervio sistema di sentieri lungo il declivio del colle sud. In linea con la tradizione perugina che distingue nell’idea di connessione un principio fondante le trasformazioni urbane, la proposta di progetto prevede la realizzazione di una passerella pedonale disgiunta in due segmenti aerei utili a collegare l’area del Rettorato, sul colle nord, con il complesso di San Francesco al Prato. Una fermata intermedia è prevista su Piazza degli Studenti con un ascensore posto sul parterre ovest in prossimità dell’arrivo della scalinata esistente. La passerella consente di disegnare in quota una livelletta orizzontale che, attraversando l’area di progetto, consente una lettura del territorio umbro.
4. Riferimenti teorici
Conclusioni provvisorie
Dall’alto, la riconfigurazione dell’area della Conca a Perugia tende a disegnare i tratti di un nuovo organismo. Esso si compone di un progetto di suolo, teso a definire i limiti dello spazio pubblico, e due segmenti aerei che, attestandosi sulle quote di crinale dei due colli, radicano l’impianto di progetto alle pareti della valle. In linea con la tradizione insediativa del territorio umbro nessun principio mimetico caratterizza la proposta di intervento. Allo spazio in luce dell’area universitaria, sul colle nord, fa da contraltare la visione ombrosa della natura arborea caratterizzante le pendici del colle sud. In seno a tale trasformazione l’area della Conca attesta in Perugia la centralità del tema delle connessioni come dispositivo per una nuova identità dei centri storici in linea con una possibile, necessaria, attualizzazione della loro immagine.