AutoriFederica Morgia, Manuela Raitano, Alessandro D’agostino, Giovanni Manfolini, Luisa Morgani, Benedetta Tamburini, Marco Ugolini
AteneoUniversità degli Studi di Roma "La Sapienza"
Anno2024
Contrafforti
- Tipologia
- Edificio pubblico
- Ambito
- Composizione architettonica
- Committenza
- ProArch - Call for Project
1. Descrizione
Strategie progettuali
L’area urbana nella quale si insedia la sede principale dell’Università di Perugia si presenta oggi come una figura conclusa, chiusa su tre lati dall’orografia del sistema ambientale e da un secondo sistema composto dai grandi segni, ereditati dalla città medievale, dell’acquedotto ad est e delle mura urbane a ovest. Nonostante essa si presenti come unità definita e riprenda attraverso gli edifici di Giuseppe Nicolosi alcuni caratteri architettonici tipici del contesto, osservando la fitta maglia del tessuto perugino si avverte la sua natura di vuoto fuori scala rispetto alla città.
La proposta progettuale, elaborata per la call for project Studium 2030. La città degli studenti, considera da un lato il carattere figurativo di questi sistemi strettamente interrelati come vincoli, assumendoli nella forza dei loro legami, dall’altro consolida la potenzialità evocativa del vuoto restituendo questo spazio alla città.
Da tali considerazioni si materializzano, quindi, due ordini di figure: quello degli elementi lineari e quello delle zolle. Questi, seppur agiscono su piani differenti, ritrovano il loro comune principio compositivo nel porsi orientati verso gli oggetti che contengono, agendo come dei contrafforti, elementi che, d’altronde, sostengono la struttura esistente radicandosi al suolo.
Il sistema delle zolle
L’edificio adibito a ospitare la mensa si pone oggi come elemento di netta cesura tra via Pascoli e il piazzale nel quale si collocano i volumi sopra citati. Tale condizione limita la percezione e la fruizione degli spazi, sconfessando, nei fatti, la vocazione comunitaria delle parti a cui un campus universitario dovrebbe aspirare.
A partire da tali considerazioni la proposta progettuale elabora un unico sistema basamentale, inciso trasversalmente in corrispondenza degli accessi, che riconnette sia a livello percettivo che distributivo il piano del piazzale universitario con la quota stradale. Il sistema delle zolle, incastonato nel suolo, richiama l’immagine degli edifici arroccati sulla città. Sfruttando, perciò, l’evoluzione della sezione orografica dell’area e seguendo il suo naturale dislivello, il sistema delle zolle ospita nel suo spessore il nuovo spazio della mensa, aule studio e il parcheggio. Il fronte che viene a costituirsi, in tal modo, accompagna la comprensione del margine ed evidenzia la diversità altimetrica, senza chiudere l’area.
Il progetto, intercettando il sistema di quote esistenti, individua tre pertinenze che disegnano a loro volta altrettanti ambiti spaziali: due accessi, uno dalla strada e l’altro agli edifici progettati da Nicolosi, e a tenerli insieme il cortile.
Il primo sistema di ingressi, che segue lo sviluppo di via Pascoli, connette città ed Università, riqualificando il margine tra le due. All’interno delle incisioni delle zolle, più o meno profonde, identifica ora gli accessi al lotto ora quelli che permettono la pubblica fruizione delle nuove funzioni.
Il cortile, che si colloca ad una quota intermedia, attraverso il trattamento e la disposizione delle superfici disegna i suoi possibili nuovi usi e modifica il suo carattere passando dall’essere spazio vuoto a spazio vissuto.
La quota più alta accoglie e distribuisce, infine, i piani terra di tutti gli edifici presenti nel lotto, ricucendo l’impianto esistente ai nuovi volumi in un rapporto di continuità spaziale.
Le figure lineari
Al sistema sopra descritto si sovrappone quello lineare, composto da due edifici a stecca che, orientati secondo le differenti giaciture dell’area, ospitano lo studentato. La loro collocazione, intesa qui nel senso albertiano del termine, svolge un ruolo cruciale nel configurarli come dispositivi di congiunzione tra il lotto, la prospiciente città antica e la sua retrostante espansione.
In questo senso, i nuovi edifici dello studentato fungono da veri e propri ponti attraverso l’estrusione lineare dei loro stessi ballatoi, migliorando l’accessibilità e la connessione tra le diverse parti dell’Università di Perugia. Infatti, procedendo con una lettura in direzione est-ovest, il primo, più alto, collega l’intervento con l’area della sede del Rettorato, Palazzo Murena, mentre il secondo si trasforma, protraendosi verso la città intra moenia. In questo modo i due volumi si confrontano in maniera diretta con la vertiginosa struttura topografica della città e, recuperando la figuratività dell’acquedotto e delle mura, ibridano la loro vocazione contenendo e attraversando.
I due edifici sono composti da moduli ripetibili, sia in pianta che in alzato. Tale aspetto compositivo permette di variare lo sviluppo verticale e longitudinale degli stessi, assecondando l’orografia del terreno e sviluppando, perciò, le loro differenti condizioni spaziali. Il modulo assunto è composto da un quadrato che misura 3,5x3,5 metri e dal relativo modulo aureo, permettendo una flessibilità elevata nell’organizzazione degli spazi e la realizzazione di due tipologie di alloggio: singolo e doppio.
I piani verticali sono costituiti da pannelli prefabbricati. Le differenti tessiture dei laterizi, riprese dal sistema tipico dell’Italia centrale usato per l’aerazione dei fienili, sono espressione delle diverse attività che la struttura contiene, distinguendo, attraverso il grado di inclinazione dei mattoni, fra la necessità di garantire maggiore riservatezza agli ambienti di servizio delle residenze e luminosità e ventilazione alle zone comuni e alle camere.