AutoriMichele Caja, Martina Camesasca, Mattia Colombo, Roberto Falciola, Francesco Fiorini, Leonardo Morelli

AteneoPolitecnico di Milano

Anno2024

Il ponte, la torre, il palazzo

Tipologia
Edificio pubblico
Ambito
Composizione architettonica
Committenza
ProArch - Call for Project
Programma / Call / Bando CfP Perugia – Studium 2030. La città degli studenti

1. Descrizione

Il ponte, la torre e il palazzo
La richiesta del bando di collegare il centro storico di Perugia con il campus universitario posto all’interno della cosiddetta Conca viene affrontata dalla nostra proposta come spunto iniziale del progetto.
A questo si associano poi le altre due questioni poste dal bando: la creazione di un nuovo edificio per la mensa, il caffè e i parcheggi – a cui si aggiunge nella nostra proposta una nuova biblioteca – e la sistemazione degli spazi pubblici alla quota inferiore del campus con la creazione di una nuova piazza antistante l’edificio principale di progetto.

Idea generale di progetto
La nostra idea di progetto assume come asse ordinatore la direttrice della lunga scalinata – su progetto di Giuseppe Nicolosi, autore principale dell’intero masterplan del campus e progettista della maggior parte degli edifici realizzati al suo interno – che dal livello inferiore lungo via Pascoli – la strada inferiore di accesso dalla Porta Conca – conduce ai terrazzamenti superiori, a cui si trovano: al livello inferiore, i diversi Dipartimenti (Economia, Matematica, Fisica e Geologia); a quello della sovrastante via dell'Elce di sotto, il corpo a pettine delle aule gradonate; sul terrazzamento superiore, raggiungibile attraverso un ponte lungo la scalinata, i Giardini del Rettorato; a conclusione del percorso, l’Aula Magna (Nicolosi, 1953-58) e il complesso monumentale di Palazzo Murena (1740), attuale sede del Rettorato.
Seguendone l’orientamento, questo asse diviene il tracciato visuale e prospettico che tiene insieme questo complesso con quello posto sul lato opposto della Conca, dominato dalla presenza della chiesa di San Francesco al Prato. Visti in sezione, i due complessi monumentali concludono circa alla stessa quota i due estremi dell’avvallamento della Conca, definendo anche l’inizio e la fine dell’area di progetto. Sul margine settentrionale della città storica si trova – alle pendici della città vecchia intorno a piazza Ermini – un antico palazzo, contenente resti delle mura etrusche, restaurato nel 1965 come sede della Facoltà di Magistero, e oggi del Dipartimento di Filosofia, Scienze sociali, umane e della formazione. Questo palazzo è accessibile anche dal basso, lungo il sentiero sotto le mura che parte dall’antico portale dell’Università, un tempo ingresso dello Studium Generale di Perugia, poi riposizionato (nel 1820) nella piazzetta antistante la chiesa di San Francesco al Prato.

Scelte compositive e riferimenti tipologici
Dal punto di vista compositivo, il progetto è pensato come montaggio di tre elementi distinti, chiaramente riconoscibili rispetto al patrimonio architettonico locale: il ponte, la torre e il palazzo. Questi tre elementi sono riferibili, infatti, a tipologie ricorrenti delle città storiche dell’Umbria, in particolare a quelle di Perugia, suo capoluogo. Queste tipologie sono inoltre testimonianze della lenta stratificazione storica della città nel tempo, dall’epoca etrusca-romana a quella medievale, sino alla renovatio urbis che dal Rinascimento sino all’Ottocento ha progressivamente trasformato la fisionomia della città. Nella composizione dei tre elementi sono presenti due orientamenti: quello del ponte e della torre, che riprendono la direttrice della scalinata del piano di Nicolosi, idealmente collegando lungo un unico asse i due lati della valle; quello del nuovo edificio della mensa, che segue invece il filo strada di via Pascoli.
Il ponte costruisce un vero e proprio manufatto a scala territoriale che collega i due poli universitari posti ai due estremi della Conca; a livello architettonico esso si riferisce a elementi tipici del paesaggio locale, di epoca romana e medievale: l’antico acquedotto romano di Spoleto, in seguito trasformato in Ponte delle Torri, e il medievale acquedotto locale, posto a poca distanza, oggi pure usato come percorso di attraversamento della Conca verso la città alta.
La forma dei due acquedotti mostra due modi alternativi di costruire grandi manufatti che organicamente si inseriscono nel paesaggio naturale di una valle: a Perugia, l’acquedotto si insinua nella linea di sezione della Conca seguendone idealmente l’andamento, creando un profilo curvilineo che segue il declivio tra le due parti; a Spoleto, invece, l’acquedotto, memore delle grandi costruzioni della romanità, si impone sulla valle con la nuova linea orizzontale. Anche dal punto di vista compositivo e costruttivo i due esempi si differenziano: da un lato l’impiego di un sistema di ampie arcate schiacciate, che si adattano al contesto naturale e urbano, dall’altro un ritmo più serrato di pilastri verticali, conclusi da archi a semicerchio memori di nuovo degli antichi esempi romani.
La torre è invece elemento caratteristico di Perugia, un tempo detta anche “città turrita”. Di questo suo passato resta oggi un unico superstite, la Torre degli Sciri (o Torre degli Scalzi), nel quartiere di Porta Susanna, all’inizio di via dei Priori: interamente costruita in blocchetti di calcare bianco, essa si erge in maniera compatta e unitaria, improntando lo skyline della città.
Il terzo elemento del progetto riprende invece la tipologia a corte del palazzo, presente in città in molteplici varianti dall’epoca tardo medievale, lungo tutto il Rinascimento, sino ad esempi tardo settecenteschi. Qui, in particolare, sono due i riferimenti più stringenti, per l’impianto e la vicinanza: l’ex-Mattatoio (1842), attuale Dipartimento di Giurisprudenza, posto accanto all’area di progetto; la mole monumentale del superiore Palazzo Murena, contraddistinto dalla grande corte interna accessibile da un anello di percorsi pubblici a piano terra.

Il sistema distributivo
Nelle intenzioni di progetto, il percorso ha inizio dalla città alta, in prossimità dell’antico portale dell’Università, che diviene il punto di partenza del nuovo collegamento con l’altro lato della valle. Questo collegamento viene risolto attraverso un ponte che dallo spazio antistante il portale conduce in quota alla nuova torre di ingresso al campus, vero e proprio snodo del progetto. Questa, contenente al suo interno un sistema distributivo pubblico, funge anche da nuovo ingresso al campus – alla quota inferiore lungo la via Pascoli – e alla piazza antistante il nuovo palazzo, pensata come luogo collettivo destinato non solo a studenti e docenti, ma più in generale ai cittadini e visitatori esterni.
Alla torre si accede da due livelli: quello del ponte, in quota con l’antistante arco dell’Università, e quello a quota inferiore, da strada. Questo accesso – contraddistinto da un grande arco, che ricorda la vicina Porta Conca ritagliata nell’antico tracciato murario – diviene nel progetto l’unico accesso al campus da via Pascoli, lungo la quale si costruisce il lungo muro scarpato in pietra del nuovo edificio della mensa/biblioteca.

I tre elementi del progetto
In questo modo, i tre elementi del progetto sono chiaramente distinguibili sia alla scala compositiva che funzionale. Da qui derivano anche le scelte architettonico e costruttive, come quelle distributive.

Il ponte
Attraverso la struttura riconoscibile del nuovo ponte – che si rifà, come detto, al modello dell’acquedotto – si collega il lato meridionale della Conca, in prossimità della porta d’ingresso al polo universitario di piazza Ermini, con la nuova torre d’ingresso al polo settentrionale antistante. Pensato come collegamento in quota, basato su massici ma puntuali pilastri murari che si inseriscono senza grandi conseguenze nell’orografia del declivio boscoso, esso si interrompe in prossimità di via Pascoli. Il percorso lungo il ponte è protetto da parapetti in muratura, come nel caso dell’acquedotto medievale poco distante. La parte terminale di collegamento alla torre è pensata come struttura leggera in acciaio Cor-Ten, sospesa tra il ponte e la torre.

La torre
La torre, di dimensioni 12x12 metri, con altezza di 45 metri pari al dislivello del colmo della chiesa di San Francesco al Prato, definisce il nuovo ingresso al campus, sia a livello strada che del ponte. Orientata sull’asse della scalinata, essa si apre verso via Pascoli con un ampio portale in cui una scalinata poco inclinata conduce al livello rialzato della piazza interna (+2,10 metri). Internamente alla torre si trova la distribuzione verticale (scale e ascensori) che permettono di accedere senza vincoli sia alla piazza che al livello superiore del nuovo edificio della mensa e biblioteca. La parte superiore della torre è pensata come deposito dei libri, mentre l’attico della torre è pensato come belvedere panoramico sulla valle. La torre è interamente costruita in pietra chiara di Perugia, mentre la struttura interna del nucleo distributivo è in acciaio.

Il palazzo
Il nuovo edificio della mensa e biblioteca, che sostituisce la volumetria di quello esistente, contiene ai piani interrati due livelli di parcheggio, accessibili dal lato sinistro, a fianco dell’edificio dell’ex-Macello. Dal punto di vista costruttivo l’edificio è configurato in due parti: verso strada, dalla possente cortina in pietra rustica locale, che prosegue anche sui due lati corti; verso la piazza e il giardino risistemato a verde, dalla ampia struttura vetrata che li collega visivamente alla corte interna. Questa, accessibile dal grande atrio d’ingresso, è il luogo pubblico in cui si trovano tavolini a disposizione del bar e della mensa. Dall’atrio si accede rispettivamente: sulla sinistra al desk della biblioteca, collegato al punto di distribuzione dei libri provenienti dalla torre; sulla destra, ai locali destinati al bar e alla mensa. Entrambe le destinazioni – biblioteca e mensa – sono sviluppate su due piani, accessibili da ampie scalinate e ascensori posti nella parte terminale della corte, in corrispondenza anche dei locali di servizio, cucina e bagni.
Per l’impianto generale a corte, per la struttura allo stesso tempo compatta e permeabile, oltre che per la grande vetrata esterna che conclude l’attico superiore, il progetto rievoca anche l’esempio di grandi edifici pubblici miesiani, come il progetto della sede amministrativa della Krupp a Essen.

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