AutoriChristiano Lepratti, Davide Servente, Duccio Prassoli

AteneoUniversità degli Studi di Genova

Anno2024

Palazzo studium

Tipologia
Edificio pubblico
Ambito
Composizione architettonica
Committenza
ProArch - Call for Project
Programma / Call / Bando CfP Perugia – Studium 2030. La città degli studenti

1. Tesi / Ipotesi

Il progetto assume la cittadella universitaria di Perugia come una forma urbana riconoscibile, nella quale il rapporto tra architettura e topografia può essere ulteriormente precisato attraverso il progetto. L’ipotesi è che la trasformazione dell’edificio della mensa possa completare il processo di identificazione della cittadella con una civitas, attribuendo forma architettonica alla presenza e alla rappresentanza della comunità studentesca.
L’edificio esistente viene reinterpretato e ampliato come Palazzo Studium, complementare al Palazzo del Rettorato, assunto come Magisterium. I due palazzi definiscono rispettivamente il limite inferiore e superiore della cittadella e costruiscono una relazione spaziale e simbolica tra studenti, docenti e istituzione.
La ricerca progettuale indaga inoltre il rapporto tra permanenza della forma e variabilità del programma. Una struttura regolare di colonne e solette definisce una forma compiuta e riconoscibile, mentre gli spazi funzionali possono organizzarsi liberamente al suo interno. La struttura non costituisce soltanto il supporto tecnico dell’edificio, ma assume il ruolo di principio ordinatore dell’architettura.

2. Descrizione

Il progetto trasforma e amplia verticalmente l’attuale edificio della mensa universitaria, mantenendone la struttura a telaio e portando il nuovo volume fino alla linea di gronda degli edifici dipartimentali affacciati sulla piazza. Il nuovo Palazzo Studium stabilisce una relazione diretta con Palazzo Murena, sede del Rettorato, e contribuisce a definire il margine meridionale della cittadella.
Il piano terra, libero sui due lati principali, assume la forma di una Stoà. Verso sud si apre sulla conca e inquadra attraverso gli intercolunni il centro storico medievale, verso nord definisce il fronte della nuova piazza universitaria. La piazza parcheggio esistente viene trasformata in un foro articolato su due livelli, collegato alla mensa e destinato all’incontro, al convivio e alla vita collettiva.
Ai piani superiori la struttura esistente viene resa protagonista. Colonne e solette definiscono un ordine continuo entro il quale il programma si dispone autonomamente. I volumi sono arretrati rispetto al filo strutturale, un ballatoio corre lungo il perimetro, i bow windows caratterizzano i livelli dello studentato, i collegamenti verticali assumono configurazioni differenti da piano a piano.
L’intervento opera simultaneamente alla scala dell’edificio e a quella urbana, completa un’architettura esistente, ridefinisce la piazza, costruisce attraverso Palazzo Studium, Stoà e foro un nuovo limite della cittadella universitaria.

3. Metodologia

Il progetto procede attraverso la lettura e la reinterpretazione delle strutture esistenti, assumendo ciò che è già costruito come materiale della ricerca progettuale. L’edificio della mensa viene analizzato attraverso la sua struttura a telaio, la regolarità delle colonne e delle solette, le relazioni che stabilisce con la topografia. La lettura di questo spartito strutturale consente di riconoscere nell’edificio esistente una potenzialità architettonica latente.
A questa lettura si associa un procedimento analogico. Elementi appartenenti alla tradizione urbana e architettonica, il palazzo, la stoà, il foro, la sostruzione, la strada, vengono assunti come dispositivi compositivi e reinterpretati nel progetto. La struttura esistente diviene palazzo, il piano aperto diviene stoà, la piazza parcheggio diviene foro, il collegamento verticale diviene strada.
La topografia costituisce un ulteriore strumento della composizione. Muri di contenimento, differenze di quota, scale e sequenze di spazi aperti rendono leggibile il rapporto tra la cittadella e la conca. Alla scala dell’edificio, la distinzione tra struttura permanente e programma variabile permette di separare l’ordine generale dell’architettura dalle configurazioni funzionali contingenti.

4. Riferimenti teorici

Il progetto costruisce una genealogia di riferimenti fondata sul rapporto tra forma architettonica, topografia e costruzione dello spazio collettivo. Un primo riferimento è la città murata e, in particolare, la cittadella come insediamento definito dalla precisione dei propri confini e dalla relazione con il sito. In questa prospettiva viene richiamato Francesco di Giorgio Martini e il rapporto tra mura, forma urbana e organizzazione della civitas.
Un riferimento centrale è Pienza di Bernardo Rossellino. La piazza, la griglia proporzionale, il rapporto tra gli edifici e il dislivello verso la Val d’Orcia costituiscono un precedente per il controllo della misura e per la relazione tra spazio urbano e paesaggio. Il registro inferiore del Duomo, interpretato come sostruzione, mostra come l’architettura possa rendere percepibile una condizione topografica.
Il tema della sostruzione è ricondotto alla tradizione romana del Tabularium e del Foro di Traiano e, in epoca moderna, alla Maison Tristan Tzara di Adolf Loos e al progetto di Francesco Venezia per la piazza di Buida. Il tema della scala come strada verticale viene messo in relazione con le incisioni di Piranesi e con le architetture di Rem Koolhaas, nelle quali il collegamento interno assume il valore di spazio collettivo.
A questi riferimenti si aggiunge l’opera di Giuseppe Nicolosi nella cittadella universitaria di Perugia. La tessitura muraria, il rapporto con il pendio e la costruzione progressiva del campus costituiscono il materiale locale sul quale il progetto interviene, trasformandolo e completandolo attraverso una nuova architettura.