AutoriClaudia Pirina, Giovanni Comi, Vincenzo d'Abramo, Pietro Ferrara
AteneoUniversità degli Studi di Udine
Anno2024
Tra terra e cielo
- Tipologia
- Edificio pubblico
- Ambito
- Composizione architettonica
- Committenza
- ProArch - Call for Project
1. Tesi / Ipotesi
Tra natura e artificio
La serie cartografica delle piante della città, così come le vedute storiche, raccontano efficacemente lo stretto rapporto tra topografia e architettura di un luogo in cui la mano dell’uomo ha incessantemente plasmato e modellato la forma del suolo per poter abitare lo spazio. A Perugia natura e artificio instaurano un dialogo intessendo relazioni fisiche e a distanza tra luoghi ed edifici grazie alla speciale collocazione scelta fin dall’antichità per l’insediamento che, così come molto spesso accadeva in luoghi caratterizzati da simile orografia, ha selezionato una posizione che garantisse il controllo dei territori contermini e che, ancor oggi, mantiene la capacità di costruire feconde relazioni con il paesaggio nel quale si inserisce.
Nei secoli, il compatto tessuto urbano della città si è sviluppato seguendo e assecondando l’orografia del sito, manipolata costantemente nella sua sezione. La condizione di netta separazione tra nucleo abitato e cintura di spazi naturali, negli anni centrali del Novecento ha lasciato spazio a una condizione in cui ancora alcuni campi coltivati si incuneavano all’interno dell’edificato fino a lambirne il nucleo centrale.
In questa condizione, l’area della Conca interessata dal progetto manterrà intatto il suo carattere di spazio di natura che si contrappone alla densità dell’edificato, costituendo, in forma di vuoto, il contrappunto al tale tessuto edilizio fino a quando, nella seconda metà del Novecento, verrà scelta come sede per un grande complesso universitario che diventerà nucleo direzionale culturale per la città. Le addizioni progettate da Giuseppe Nicolosi ridisegneranno la sezione dei terrazzamenti, introducendo una nuova densità e suoli pavimentati in luogo del monumentale e isolato complesso di Monte Morcino Nuovo del Murena e Vanvitelli, e di piani vegetali. In questa parte della città alcuni segni e figure permangono tuttavia oggi nel tempo: alcune emergenze che punteggiavano la trama agricola, le regolari figure dei vuoti dei chiostri e patii di questi complessi edilizi, una serie di tacciati viari che, assecondando o interpretando la forma del suolo, ne disegnano lo spazio.
Attraversamenti
Una fitta trama di percorsi innerva la città. Ai più tradizionali cammini che si adagiano sul terreno si affiancano alcuni peculiari spazi pubblici che connotano fortemente il centro urbano: da un lato la figura lievemente curvilinea del camminamento accolto al di sopra dell’acquedotto che sposta il punto di vista e l’orizzonte appoggiandosi ai fabbricati a un’inusuale quota, dall’altro una serie di spazi che penetrano all’interno di edifici che si scavano per accogliere passage urbani, anche reinterpretati nella modernità da alcuni spazi universitari disegnati da Nicolosi. Tali connessioni percorrono la città superando notevoli dislivelli attraverso scale e rampe che disegnano una geografia artificiale che articola e completa quella naturale.
2. Descrizione
Riletture di spazi urbani
Percorsi, scale, muri di sostruzione, basamenti abitati, grandi volumi monolitici, chiostri e patii, frammenti di natura, ecc. Il progetto si confronta con questi caratteri della città, riconnettendo quote, reinterpretando percorsi e assi visivi, riprogettando suoli, rinnovando relazioni. Nuove figure e filamenti di percorsi si fanno elementi ordinatori del progetto, completando e interpretando antichi frammenti e giaciture.
Pochi e precisi segni si propongono di ordinare lo spazio: una passerella sospesa, un rinnovato piano inerbato, l’edificio in linea delle residenze.
Il percorso aereo segue e raccorda le antiche giaciture del complesso di Monte Morcino Nuovo e dell’ex-Macello attraversando la Conca per connettersi al complesso di San Francesco al Prato. Il suo andamento ridisegna i bordi, definisce spazi, inquadra viste, riconnette in quota i due lati della Conca, affiancandosi ai più lenti e accidentati percorsi esistenti. Offrendo inediti punti di vista sul paesaggio, garantisce una più agile e rapida percorrenza e connessione di parti della città poste a quote simili, ma separate da notevoli dislivelli. I grandi spazi della mensa rinnovano il fronte su via Pascoli rimodellando il suolo della piazza soprastante che restituisce alla Conca un brano di natura. Il nuovo piano inerbato apre la vista sul pendio della Conca e accoglie gli spazi di ristorazione caratterizzati dalla presenza di due patii, uno dei quali gradonato utilizzabile anche per spettacoli all’aperto. Inquadrato dal segno della passerella, questo spazio centrale di raccordo con gli edifici universitari esistenti costituisce il cuore del nuovo intervento che si propone di mettere in connessione fisica e visiva le funzioni ricreative poste a quote diverse. L’impianto di nuove essenze arboree assicurerà nuovi spazi d’ombra e di ritrovo per quella comunità di studenti che vive questi luoghi. I nuovi percorsi urbani si innestano su quelli esistenti e si completano, alla quota aerea della passerella, con un percorso pubblico che penetra all’interno del nuovo edificio delle residenze per studenti e lo attraversa per riconnettere spazi ed edifici esistenti.
Nel segno della continuità
Un’estesa copertura inerbata in calcestruzzo è sorretta da un sistema di travi, anch’esse in calcestruzzo, che disegnano e ritmano lo spazio articolato su due livelli. Al di sotto della copertura, alla quota superiore, trovano collocazione la caffetteria, spazi studio e internet, e una sala polivalente caratterizzati dalla presenza di una serie di vuoti interni che completano i grandi patii esterni, in una sequenza alternata di luci e ombre. Alla quota inferiore la mensa e gli spazi di servizio e deposito direttamente accessibili dalla quota della strada si prolungano all’esterno nel patio quadrato destinato a spazio di ristorazione all’aperto, e nel patio rettangolare con lo spazio per eventi. Pochi setti sorreggono intrecci di travi che disegnano spazi dalle piante libere.
A ovest della nuova piazza il volume in linea delle residenze per studenti si sospende, indirizza lo sguardo verso la Conca, garantendo agli alloggi una duplice vista sulla piazza e sul paesaggio intorno. La quota della piazza, e quella superiore del volume impostato sul piano della terrazza affacciata sul paesaggio, accolgono spazi comuni e per lo studio, così come il piano caratterizzato dal passage che rende manifesta la propria presenza con l’introduzione di un volume proteso verso la piazza.
Tre piani di residenze si dispongono sui livelli intermedi articolando gli spazi di percorrenza sul fronte a est rivolto sulla piazza, e affacciando gli alloggi a ovest con la vista sul paesaggio. Calcestruzzo e intonaco color mattone caratterizzano l’intero intervento che si propone di porsi in continuità con gli edifici esistenti, completando quelle figure urbane precedentemente impostate e proposte da Nicolosi.
3. Metodologia
Sovrapposizioni
Il progetto propone figure della memoria che, per assonanza, marcano e sottolineano giaciture, replicano gesti e posizioni, alludono ad antichi segni, evocano le forme tradizionali della città. Gli spazi esterni e interni arricchiscono di nuovi luoghi la geografia artificiale e naturale della Conca, abitano terra e cielo e si sovrappongono alla miriade di frammenti che compongono l’articolato spazio urbano.
Le strategie d’intervento riducono le azioni e ricercano una ‘semplicità’ capace di sovrapporre forme e figure in dialogo tra loro, in una sorta di nuova stratigrafia del contemporaneo.